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CELLULE
STAMINALI: QUESTE SCONOSCIUTE
Abbiamo
assistito in questi ultimi mesi alla polemica relativa all’uso più o meno
lecito delle cosiddette cellule staminali, da parte ai medici o studiosi che
potrebbero se autorizzati , lenire alcune malattie gravissime come il morbo
di Parkinson e tante altre.
Nel nostro
bel Paese, questa polemica non poteva essere passata sotto silenzio dal
mondo politico che si è subito gettato a capo fitto innescando e producendo
effetti da guerra civile come ai tempi dei referendum sul divorzio o
dell’aborto.
Non a caso
alcuni esponenti del governo e dell’opposizione né hanno approfittato per
fare le loro dichiarazioni mirando, come avviene spesso e volentieri nel in
Italia ad avvantaggiarsi agli occhi dei piccoli elettori come dei grandi
elettori.
Ma la
discussione che in sede politica è tornata sotterranea, invece è vivace in
campo strettamente medico.
Le cellule
staminali sono delle cellule vive e organiche che hanno delle
caratteristiche biologiche particolari.
Il concetto
stesso di staminalità implica la capacità di rinnovarsi, e cioè di avere
uno stame.
Il concetto
di “stame” viene dalla botanica e vuole indicare una porzione
filamentosa organica libera a cui la natura ha dato delle potenzialità e
possibilità.
Vediamo
quindi come le staminali siano dal punto di vista
strettamente scientifico, una possibilità in più per la ricerca.
Ci sono
alcune caratteristiche: la longevità, l’auto rinnovamento,la versatilità.
Queste
caratteristiche fanno si che le cellule staminali possano rigenerarsi
partorendo altre cellule anche
diverse da loro con delle peculiarità uniche.
Cellule di
questo tipo possono essere trovate in molti tessuti organici, come nelle
Piante,
negli animali e anche negli essere umani.
Queste
cellule hanno una struttura gerarchica al cui apice possiamo trovare quelle
cellule perfette (a dire degli studiosi) che debbono avere 3 qualità per un
ottimale utilizzo e che vengono definite staminali vere o “totipotenti”:
auto rinnovamento, la moltiplicazione infinta, l’originalità.
Queste
cellule sono in grado di
generare caratteristiche tali da moltiplicare anche il “comportamento”
delle singole cellule che si differenziano ulteriormente.
Per
semplicizzare, è come se ci fosse una specie di albero genealogico in
miniatura dove abbiamo un capo famiglia e poi una serie infinita di parenti
che naturalmente hanno delle caratteristiche proprie sia dal punto di vista
fisico ma anche caratteriale e sociale.
Ma c’è
un ulteriore originalità delle staminali.
Alcuni
tessuti sono composti da cellule specializzate nelle fasi precoci della vita
di un individuo che però non sono più soggette a rinnovamento durante la
vita adulta( come gli ovociti) mentre altri tessuti sono invece soggetti ad
un continuo rinnovamento proprio ad opera delle cellule staminali che
possono essere trovate nel sistema emopoietico(=prodotto degli elementi
figurati del sangue generati dagli organi ad esso preposto) o epitelio
intestinale(=tessuto di cellule senza vasi sanguigni dell’intestino).
Attualmente
per esempio vengono prese di buon occhio alcun cellule immature del sangue
dette CD34+ perché il loro “comportamento” sarebbe adatto alla ricerca.
Il sangue
del midollo osseo, la vena ombelicale, (sangue del cordone) sono ottime
sorgenti per ottenere queste cellule.
L’uso terapeutico sui malati
delle staminali è oggetto di alcuni studi tra cui la commissione Dulbecco
che ha denunciato l’esistenza di milioni
di persone che potrebbero beneficiare del trapianto o innesto delle cellule
staminali.
Questi studi hanno dimostrato che le cellule sono in grado di intraprendere
processi differenziati che generano elementi costituendi organi o sistemi
diversi da quello originale. Questa proprietà viene definite “plasticità”
delle cellule e consiste nella capacità di percorrere percorsi
differenziati multipli in tutti i tessuti anche di
origine diversa.
Per fare un
esempio e per capirci meglio si
è visto come le cellule
staminali isolate dal sistema nervoso centrale
possono ripopolare il sistema emopoietico nei topi.
O ancora si
è visto come cellule isolate dal midollo osseo producano in opportune
condizioni cellule muscolari dell’intestino o addirittura delle cellule
neuronali(=cervello), o come cellule primordiali ematopoietiche di topi
possano rigenerare il fegato e la funzione epatica degli stessi animali, lo
stesso è avvenuto con un altro trattamento a topi affetti da infarto
miocardio(=crisi del muscolo del cuore.)
Tutto
ciò ci fa intravedere un vasto orizzonte per la ricerca scientifica, ma
soprattutto una speranza in più per milioni e milioni di malati nel nostro
paese come nel resto del mondo.
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