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Reg.Trib.Roma Nr.509/2000 del 28/11/2000


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Le cellule staminali
di Arnaldo Capilli






Per saperne di più:

PARERE DEL COMITATO NAZIONALE PER LA
BIOETICA SULL’IMPIEGO TERAPEUTICO DELLE CELLULE STAMINALI



Adesso sto meglio















 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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CELLULE STAMINALI: QUESTE SCONOSCIUTE

 Abbiamo assistito in questi ultimi mesi alla polemica relativa all’uso più o meno lecito delle cosiddette cellule staminali, da parte ai medici o studiosi che potrebbero se autorizzati , lenire alcune malattie gravissime come il morbo di Parkinson e tante altre.

Nel nostro bel Paese, questa polemica non poteva essere passata sotto silenzio dal mondo politico che si è subito gettato a capo fitto innescando e producendo effetti da guerra civile come ai tempi dei referendum sul divorzio o dell’aborto.

Non a caso alcuni esponenti del governo e dell’opposizione né hanno approfittato per fare le loro dichiarazioni mirando, come avviene spesso e volentieri nel in Italia ad avvantaggiarsi agli occhi dei piccoli elettori come dei grandi elettori.

Ma la discussione che in sede politica è tornata sotterranea, invece è vivace in campo strettamente medico.

Le cellule staminali sono delle cellule vive e organiche che hanno delle caratteristiche biologiche particolari.

Il concetto stesso di staminalità implica la capacità di rinnovarsi, e cioè di avere uno stame.

Il concetto di “stame” viene dalla botanica e vuole indicare una porzione filamentosa organica libera a cui la natura ha dato delle potenzialità e possibilità.

Vediamo quindi come le staminali siano dal punto di vista  strettamente scientifico, una possibilità in più per la ricerca.

Ci sono alcune caratteristiche: la longevità, l’auto rinnovamento,la versatilità.

Queste caratteristiche fanno si che le cellule staminali possano rigenerarsi partorendo altre cellule  anche diverse da loro con delle peculiarità uniche.

Cellule di questo tipo possono essere trovate in molti tessuti organici, come nelle

Piante, negli animali e anche negli essere umani.

Queste cellule hanno una struttura gerarchica al cui apice possiamo trovare quelle cellule perfette (a dire degli studiosi) che debbono avere 3 qualità per un ottimale utilizzo e che vengono definite staminali vere o “totipotenti”: auto rinnovamento, la moltiplicazione infinta, l’originalità.

Queste cellule  sono in grado di generare caratteristiche tali da moltiplicare anche il “comportamento” delle singole cellule che si differenziano ulteriormente.

Per semplicizzare, è come se ci fosse una specie di albero genealogico in miniatura dove abbiamo un capo famiglia e poi una serie infinita di parenti che naturalmente hanno delle caratteristiche proprie sia dal punto di vista fisico ma anche caratteriale e sociale.

Ma c’è un ulteriore originalità delle staminali.

Alcuni tessuti sono composti da cellule specializzate nelle fasi precoci della vita di un individuo che però non sono più soggette a rinnovamento durante la vita adulta( come gli ovociti) mentre altri tessuti sono invece soggetti ad un continuo rinnovamento proprio ad opera delle cellule staminali che possono essere trovate nel sistema emopoietico(=prodotto degli elementi figurati del sangue generati dagli organi ad esso preposto) o epitelio intestinale(=tessuto di cellule senza vasi sanguigni dell’intestino).

Attualmente per esempio vengono prese di buon occhio alcun cellule immature del sangue dette CD34+ perché il loro “comportamento” sarebbe adatto alla ricerca.

Il sangue del midollo osseo, la vena ombelicale, (sangue del cordone) sono ottime sorgenti per ottenere queste cellule.

L’uso terapeutico sui malati delle staminali è oggetto di alcuni studi tra cui la commissione Dulbecco che ha denunciato l’esistenza di  milioni di persone che potrebbero beneficiare del trapianto o innesto delle cellule staminali.

Questi studi hanno dimostrato che le cellule sono in grado di intraprendere processi differenziati che generano elementi costituendi organi o sistemi diversi da quello originale. Questa proprietà viene definite “plasticità”  delle cellule e consiste nella capacità di percorrere percorsi differenziati multipli in tutti i tessuti anche di
origine diversa.

Per fare un esempio e per capirci meglio  si è visto come  le cellule staminali isolate dal sistema nervoso centrale  possono ripopolare il sistema emopoietico nei topi.

O ancora si è visto come cellule isolate dal midollo osseo producano in opportune condizioni cellule muscolari dell’intestino o addirittura delle cellule neuronali(=cervello), o come cellule primordiali ematopoietiche di topi possano rigenerare il fegato e la funzione epatica degli stessi animali, lo stesso è avvenuto con un altro trattamento a topi affetti da infarto miocardio(=crisi del muscolo del cuore.)

Tutto ciò ci fa intravedere un vasto orizzonte per la ricerca scientifica, ma soprattutto una speranza in più per milioni e milioni di malati nel nostro paese come nel resto del mondo.