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ROGER E VENUS, WIMBLEDON S'INCHINA 

di Mario Giunta


 

    

      

Venus Williams e Roger Federer

 

 

 

 

 
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Roger Federer cala il tris su Wimbledon. Il campione svizzero ha conquistato il suo terzo titolo consecutivo sull’erba londinese battendo in finale Andy Roddick. Grazie a questo risultato è così entrato di diritto nella storia del torneo, eguagliando campioni del calibro di Bjon Borg e Pete Sampras. Federer aveva i favori del pronostico ad inizio torneo e li ha rispettati in pieno, dominando ogni partita, perdendo solamente un set nell’incontro contro Kiefer. Neanche Roddick, come da pronostico, ha potuto scalfire la forza del 23enne di Basilea. Lo statunitense si è arreso ancora una volta all’insuperabile classe dello svizzero. La superiorità di Federer è stata schiacciante, soprattutto nel primo set, volato via in appena 22 minuti con il punteggio di 6-2, grazie al 92% di punti ottenuti con la prima palla di servizio.

Nel secondo set Roddick abbozza la reazione, tanto da riuscire a strappare il servizio allo svizzero al quarto gioco portandosi sul 3-2 e servizio. Federer da vero campione non lascia scappare Roddick, il quale incappa in un brutto game, riconsegnando così il break. Il set si conclude al tie-break, vinto per 7 punti a 2 dallo svizzero.

Arriva anche la pioggia sul Center Court di Wimbledon. Trenta minuti di sosta e si ricomincia, ma la situazione non cambia. Federer continua a macinare gioco. Roddick dal canto suo non può far altro che “ammirare” e “subire”. Anche il terzo set è una sinfonia tutta svizzera. Federer alza il ritmo di gioco con un ottimo servizio ed eccellenti discese a rete e per Roddick non c’è più scampo. Lo svizzero “ruba” il servizio al settimo gioco, sul 4-3, e chiude definitivamente il match sul 6-4. “Sono felice per il titolo conquistato” ha dichiarato Federer. “Ero un po’ in tensione perché negli ultimi due Slam mi sono fermato alle semifinali”. Così si spiegano anche le lacrime a fine match.

Dall’altra parte Andy Roddick si inchina allo strapotere dello svizzero “Lui è fortissimo. Prima o poi spero di poterlo battere. Mi auguro a Londra, perché questo torneo occupa un posto speciale nel mio cuore” ha poi aggiunto. “Il prossimo anno sarò qui per migliorarmi…”.   

Ora sono 36 le vittorie consecutive ottenute sull’erba dall’elvetico, quota raggiunta grazie alle vittorie di Wimbledon 2004 e 2005 ed al torneo di Halle di quest’anno. Ancora una volta Federer si riconferma il numero uno del tennis mondiale sull’erba e la cosa più preoccupante è che non c’è, sino ad oggi, nessuno in grado di contrastarlo. Ci hanno provato Hewitt, Roddick, Safin, ma non c’è stato nulla da fare. Il numero 1 è lui.

In campo femminile, invece, la situazione è più equilibrata. In finale è arrivata sì la numero 1 al mondo, Lindsay Davenport, ma la vera sorpresa è stata la rinascita di Venus Williams. In una finale memorabile (la più lunga per durata di tutta la storia del torneo), Venus - testa di serie numero 14 - è riuscita a riconquistare quel titolo che era stato suo prima nel 2000 e poi nel 2001. Mai nessuno era riuscito a vincere il titolo con una classifica così bassa. Il risultato finale è stato 4-6 7-6 9-7 in 2 ore e 46 minuti di gioco. Per la 25enne americana è il quinto Slam della carriera, ma soprattutto adesso ha nuovamente la convinzione di essere tornata una vera campionessa e di poter nuovamente tornare ai vertici del tennis mondiale. Onore anche alla Davenport, grandissima signora e lottatrice, che molto probabilmente ha sprecato l’ultima grande occasione per bissare il titolo conquistato ormai nel lontano 1999.

E’ stato un torneo di Wimbledon molto bello che ha regalato grandi gioie ed emozioni, non solo nei tornei “maggiori”, ma anche nei doppi. In quello femminile la coppia Black-Huber ha sconfitto il duo Mauresmo-Kutsnesova 6-2 6-1. E’ invece in quello maschile che si è consumata una vera e propria favola: la coppia sudafricana, Huss-Moodie, ha battuto in finale i fortissimi fratelli Bryan per 7-6 6-3 6-7 6-3. La cosa più sorprendente è che la coppia aveva cominciato il suo cammino addirittura dal primo turno delle qualificazioni. Una vera e propria impresa che rimarrà nella storia.  

03 luglio 2005

 

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