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Villareal-Inter
1-0
Dopo la
vittoria per 2-1 nella gara di andata al Meazza, bastava un pareggio
all’Inter per andare avanti ma così non è stato e il sogno
Champions è svanito nel nulla. I nerazzurri, infatti, sono stati
sconfitti allo stadio El Madrigal per 1-0 da un ottimo Villareal che
ha meritato la vittoria ottenendo così la storica qualificazione alle
semifinali, impresa mai riuscita al club spagnolo prima d’ora.
Inizio
discreto per gli uomini di Mancini che cercano di mantenere il
possesso di palla con una buona circolazione a centrocampo.
Dall’altra parte però il Villareal si mostra subito intraprendente
e non a caso la prima occasione pericolosa è proprio degli spagnoli
con Riquelme che al 3’ dopo un rinvio sbagliato di Stankovic viene
miracolosamente anticipato da Materazzi che rischia anche di
commettere fallo. Ancora i padroni di casa in avanti e al 15’ l’ex
milanista Josè Mari tenta con un colpo di testa di impensierire Toldo
ma il pallone finisce alto sopra la traversa. L’Inter prova a
rispondere ma lo fa solo sui calci piazzati con Recoba che però non
sembra affatto in vena. Al contrario dall’altra parte un Riquelme in
grande spolvero stravince il duello col connazionale Veron, troppo
preso a litigare per quasi tutta la gara con l’altro argentino,
Sorin. Trascinati da Riquelme gli spagnoli si producono in un gioco
ben articolato che mette in grande difficoltà l’Inter che non
riesce a prendere le giuste contromisure e si limita alla fase di
contenimento rinunciando ad attaccare. La prima frazione si conclude
senza ulteriori sussulti, se non per un colpo di testa di Tacchinardi
che non inquadra lo specchio della porta. Il dominio territoriale da
parte degli spagnoli è evidenziato anche dal numero dei calci
d’angolo: 5 battuti dal Villareal contro nessuno per l’Inter.
Il
secondo tempo ricomincia sulla stessa falsa riga del primo con l’Inter
stordita e incapace di tenere testa ad un Villareal molto propositivo
e ben messo in campo. Al 47’ Cambiasso sbaglia un disimpegno e
innesca Senna che serve Jose Mari ma sul suo tiro è attento Toldo ad
alzare sopra la traversa. Al 52’ è Riquelme a chiamare in causa il
portiere nerazzurro che blocca senza problemi un tiro centrale. Poco
dopo, al 58’, gli spagnoli passano meritatamente in vantaggio
sfruttando al meglio un cross su punizione di Riquelme che trova
liberissimo in area Arruabarrena che di testa anticipa Toldo in
uscita. Sull’1-0, proprio quando si aspetta la reazione dell’Inter,
è invece il Villareal a rendersi insidioso più volte e ci vuole il
miglior Toldo per negare il raddoppio. In particolare al 61’,
l’estremo difensore interista compie un miracolo su una gran
conclusione di Forlan di prima intenzione destina al “sette”. La
più importante palla gol per pareggiare capita al 65’ sui piedi di
Martins, subentrato al posto di uno spento Recoba, ma il nigeriano
scivola in area al momento del tiro. Sale la tensione in campo e il
primo a farsi saltare i nervi è Materazzi che al 68’, non visto
dall’arbitro, rifila una gomitata a Sorin procurandogli una brutta
ferita all’arcata sopraccigliare che lo costringe ad uscire qualche
minuto più tardi. Al 75’ Mancini richiama un deludente Figo in
panchina inserendo la carta Mihajlovic sperando in un suo calcio di
punizione vincente. Ma a continuare ad attaccare è sempre il
Villareal che all’81’ sfiora il 2-0 con Forlan, su assist
delizioso in profondità del solito Riquelme. Passa un minuto e il
fantasista argentino lascia partire un destro di rara bellezza da
posizione impossibile, defilato sulla destra praticamente sulla
linea del fallo laterale, un tiro formidabile per forza e
precisione ottimamente parato da Toldo con un grande intervento. A 5
minuti dal termine l’Inter prova a svegliarsi ma ormai è troppo
tardi; ci prova prima Mihajlovic su punizione ma la sfera finisce alta
sulla traversa poi al 93’ in pieno recupero è Stankovic ad avere la
più grossa occasione dell’incontro per l’Inter ma il suo destro
viene respinto da Viera. E’ l’ultima azione prima del triplice
fischio finale che decreta la vittoria strameritata del Villareal ai
danni della solita Inter, che continua a fallire clamorosamente gli
appuntamenti decisivi e che esce dalla competizione europea senza aver
mai messo in difficoltà l’avversario.
Lo
stadio “El Madrigal” è un’autentica bolgia mentre i giocatori
nerazzurri si avviano mestamente negli spogliatoi per l’ennesima
doccia fredda.
E così anche quest’anno, come nell’edizione precedente,
l’avventura dell’Inter in Champions League si conclude ai quarti
di finale. Se nella stagione scorsa l’eliminazione era stata assai
cocente perché avvenuta nel derby col Milan, stavolta l’amarezza è
comunque tanta in virtù del fatto che contro gli spagnoli del
Villareal la qualificazione sembrava ampiamente a portata di mano,
tanto più dopo il risultato dell’andata.
Per la società nerazzurra si profila dunque l’ennesima stagione
disastrosa, fatta per lo più di delusioni e rimpianti, una costante
che ormai va avanti da troppo tempo.
04
aprile 2006
a cura di Francesco Conti
Milan-Lione
3-1
Il Milan
supera per 3-1 il Lione e ottiene il passaggio alle semifinali in un
finale thrilling.
Primi minuti confusionari con entrambe le squadre incapaci di tenere il
pallino del gioco. Al
12’
lancio lungo di
Kaladze per Inzaghi che entra in area e calcia malissimo a lato. Prima
vera occasione. Si sente la tensione. Al
14’
Govou dalla distanza
prova a beffare Dida, ma la sfera finisce alta. Al
16’
Serginho scappa
sulla sinistra e crossa per Inzaghi che di esterno destro mette fuori di
poco. Al
19’
un’indecisione di
Kaladze e Dida porta Fred al tiro: il portiere respinge sui piedi di
Malouda che con un pallonetto mette incredibilmente fuori. Al
22’
punizione di Juninho
che Dida respinge alla grande. Al
24’
Costacurta prende il
posto dell’infortunato Stam. Al
25’
arriva a sorpresa il
vantaggio rossonero: Fred in ripartenza sbaglia e serve Shevchenko,
l’ucraino trova Seedorf, l’olandese crossa perfettamente per Inzaghi
che trafigge Coupet.
Al
31’
il Lione pareggia i
conti. Juninho batte la solita punizione: Dida esce male e sbatte contro
Cris lasciando Diarra libero di insaccare di testa. Al
34’
tocca a Seedorf
suonare la carica con un destro da fuori. Al
40’
Dida manda in angolo
un cross di Juninho. Sul corner successivo Fred salta indisturbato e
centra il palo. Il primo tempo non registra altre occasioni.
Il Milan rientra più convinto. Al
46’
prima occasione
della ripresa per Nesta che non riesce a trovare la porta di testa su
una punizione di Pirlo deviata da Clerc.
Al
56’
Malouda spara dalla
distanza e Dida manda maldestramente in corner. Al
59’
duetto da applausi
tra Kakà e Serginho, il laterale va al tiro e Coupet ci mette la manona.
Al
69’
Nesta tiene aperti i
giochi deviando in angolo un passaggio a centro area di Govou per Fred.
Al
75’
lampo rossonero:
Costacurta batte un corner per Kakà che di testa beffa Coupet, sulla
linea però Wiltord ribatte.
I
minuti passano e i rossoneri iniziano a non crederci più. All’88’
però accade l’impossibile: lancio lungo che Ambrosini spizza per
Shevchenko, l’attaccante calcia in diagonale colpendo entrambi i pali.
Inzaghi si avventa e insacca il pallone-qualificazione. Lo stadio
esplode e i minuti sembrano non passare più. Al
92’
Clerc sbaglia il retropassaggio, Shevchenko scarta
Coupet e insacca la rete che chiude i conti. Il triplice fischio apre la
festa rossonera. Gattuso abbraccia Ancelotti e Galliani. La difesa non
è apparsa solida e Dida è sembrato il fantasma del grande portiere
delle stagioni passate. Ma ci sarà tempo domani per pensare ai problemi
e agli errori commessi, questa sera si pensa solo a festeggiare. Giusto
così.
04 aprile
2006
a cura di Mario Giunta
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