Un giudice federale americano ha stabilito
che i tribunali militari per i sospettati di terrorismo internazionale
reclusi a Guantanamo sono incostituzionali.
L’amministrazione Bush, ideatrice dei tribunali, ha contestato
subito la decisione spiegando che in precedenza la Corte non aveva mai
contestato i comportamenti americani nei confronti dei detenuti di
Guantanamo.
" Rispettiamo la decisione della Corte pur non essendo d’accordo"
sono state le parole del portavoce della Casa Bianca Scott McClellan.
Dopo aver accolto i ricorsi di circa 50 "combattenti
nemici", la Corte ha stabilito che i detenuti hanno sporto denunce
valide in base al 5° emendamento della Costituzione degli Stati
Uniti" aggiungendo per bocca del giudice Joyce Hens Green che
"le procedure messe in atto dal governo violano i diritti dei
detenuti stessi".
Il 5° emendamento della Costituzione americana stabilisce, infatti,
che "nessuno sotto la giurisdizione americana può essere privato
della vita, della libertà o della proprietà, se non in seguito a
regolare procedimento legale".
La sentenza sembra quasi premiare tutti quei gruppi per la difesa dei
diritti civili che fin dal 2002 – data in cui e’ stata istituita la
Corte - si sono battuti per portare all’attenzione dell’opinione
pubblica e della stampa la condizione di tutti quei detenuti a cui era
stato proibito avere avvocati per difendersi e sui quali erano state
praticate delle torture per riuscire ad avere testimonianze e
confessioni.
"La decisione della Corte manda un messaggio al resto del mondo:
che la democrazia abita ancora qui", esulta Barbara Olshansky,
avvocato presso il Center
for Constitutional Rights di New York che rappresenta i
detenuti.
Questa pronuncia si scontra con una sentenza emessa due settimane fa
da un altro giudice federale della stessa Corte che ha preso in esame
una causa simile intentata da un altro gruppo di detenuti di Guantanamo.
Il giudice in questione, Richard Leon, aveva stabilito che la
decisione presa l’anno scorso dalla Corte Suprema non fornisce ai
detenuti di Guantanamo gli strumenti legali per tentare di ottenere la
libertà di fronte ad una Corte, aggiungendo anche che i cittadini
catturati e detenuti fuori dagli Stati Uniti non sono riconosciuti né
dal diritto americano né da quello internazionale.
Completamente diversa la sentenza del giudice Green, secondo
il quale i detenuti possono contestare il fatto che la loro detenzione
rappresenti una chiara violazione dei diritti dei prigionieri di guerra
garantiti dalla Convenzione di Ginevra.
Attualmente nelle prigioni di Guantanamo sono rinchiusi circa 550
detenuti – tutti uomini - provenienti da 42 Paesi.
Il loro destino rimane ancora incerto.
3 febbraio 2005