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IL "FALCO" RUMSFELD RESTA AL PENTAGONO

dal nostro corrispondente Maurizio Arseni

Il Segretario alla Difesa Usa    Donald Rumsfield




 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



Il nuovo Segretario per la Sicurezza Nazionale Bernard Kerik









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Terminata la "fuga da Washington", comincia a prendere forma il nuovo governo Bush.

Gli ultimi a lasciare l’incarico saranno il Ministro del Tesoro John Snow e quello dei Trasporti Norman Mineta (unica democratica presente nel gabinetto repubblicano), portando a dieci il numero di Ministri dimissionari.

E nel giorno delle dimissioni dell’ambasciatore USA alle Nazioni Unite, della nomina del nuovo Ministro per la Sicurezza nazionale e del Ministro della Sanità, l’amministrazione Bush ha lasciato intendere che non ci saranno avvicendamenti al Pentagono dove verrà riconfermato Donald Rumsfeld, considerata "la persona giusta per combattere il terrorismo e guidare le truppe in Iraq".

Ironicamente, fin dai primi giorni di amministrazione Bush, Rumsfeld è stato l’unico Ministro entrato più di una volta nell’occhio del ciclone e sul punto di lasciare l’incarico : nell’estate 2001 in seguito all’ostracismo manifestato nei suoi confronti da parte di alcuni ufficiali della vecchia guardia; più di recente, invece, è stato messo sulla graticola dalla stampa americana per la sua strategia militare in Iraq e per lo scandalo degli abusi sessuali da parte dei soldati americani a prigionieri iracheni nel carcere di Abu Ghraib.

Oltre a Rumsfield, gli altri quattro Ministri confermati saranno quello dell’interno Gale Norton, quello dei veterani Anthony Principi, del Lavoro Elaine Chao, e l’ "Housing Secretary" Alphonso Jackson.

"Stiamo assistendo ad una manovra orchestrata nei minimi particolari, altro che dimissioni spontanee" è il commento del Partito Democratico, pronto ad attaccare fin da subito quei repubblicani che parlano di cambiamenti fisiologici, che non cambieranno i programmi futuri della Casa Bianca.

Era comunque dai tempi di Nixon che non si assisteva ad un avvicendamento così rapido e massiccio tra il primo ed il secondo mandato.

Diversi i motivi degli addii. Alcuni ministri hanno mollato la spugna semplicemente perché esausti dopo quattro anni di governo, altri, come l’ex segretario di stato Colin Powell, disponibili a rimanere, hanno ricevuto un secco "no grazie" da parte dei vertici dell’amministrazione.

Bush, a differenza di Nixon, nominando i nuovi ministri ha ringiovanito l’esecutivo, promuovendo chi ha lavorato dietro le quinte durante il primo mandato come il nuovo Ministro della Giustizia Gonzales e premiando chi lo ha sostenuto durante l’ultima campagna elettorale come Bernard Kerik, ex Capo della Polizia di New York ed ora Segretario per la Sicurezza Nazionale.

Il prossimo fedelissimo ad essere premiato potrebbe essere Mark McClellan - texano e fratello del portavoce della Casa Bianca – che da responsabile dei programmi di sviluppo del sistema sanitario nazionale potrebbe diventare il nuovo ministro della sanità .

Ancora nessun nome sul sostituto del Ministro dell’Economia Snow. Si tratta di una scelta molto delicata perché - come sostenuto da diversi analisti - il Presidente dovrà terminare ed in alcuni casi avviare quelle riforme (Welfare, riduzione pressione fiscale, ecc.) passate in secondo piano durante il primo mandato a causa della priorità assoluta data alla lotta al terrorismo.

Secondo Michael Franci, membro della Heritage Foundation, non stiamo assistendo alla nascita di un governo di serie B, perché l’amministrazione continua ad avere programmi ambiziosi per i prossimi quattro anni che rappresentano una "sfida importante" per i nuovi arrivati.

(m.arseni@momentosera.com)

6 dicembre 2004