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VOTO USA: BUSH VINCE SU KERRY 286 A 252

Dopo l’Iowa ed il New Mexico sono stati attribuiti i risultati definitivi

dal nostro corrispondente Maurizio Arseni

Il Presidente Usa George W. Bush













































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"Four more years", urlavano i supporter repubblicani durante la campagna elettorale.

Il Presidente G. W. Bush ha esaudito il loro desiderio: sarà per " altri quattro anni " l’inquilino della Casa Bianca.

Accettando la resa dello sfidante John Kerry e promettendo ad una nazione divisa una "stagione di speranza" il presidente ha ufficializzato la vittoria con un discorso al Ronald Reagan Federal Building di Washington - a pochi isolati dalla Casa Bianca - di fronte a circa diecimila sostenitori in delirio.

Nel suo discorso, l’ex governatore del Texas ha illustrato le linee guida per i prossimi quattro anni e si è rivolto direttamente ai cinquantasei milioni di americani che hanno votato per Kerry promettendo di "fare tutto il possibile per meritare il loro supporto".

Ha ringraziato tutti i volontari, lo staff elettorale ed in particolare "l’architetto" Karl Rove, geniale stratega e principale artefice della vittoria.

Poche ore prima, a Boston, John Kerry , riconoscendo la sconfitta, ha usato gli stessi toni conciliatori: "Dobbiamo lavorare insieme per il bene del nostro paese".

La vittoria di Bush, che è stata ritardata per l’incertezza sui risultati in Ohio, ha tutte le caratteristiche di un trionfo:tre milioni e mezzo di elettori in più rispetto allo sfidante, record di preferenze per un presidente (59 milioni) e maggioranza assoluta con il 51 % dei consensi.

Bush ha conquistato 31 Stati pari a 282 grandi elettori contro 252 di Kerry che ha prevalso soprattutto in quelli che si affacciano sull’Oceano Pacifico - come la California - e sull’Atlantico come New York. Tra le due coste, dominio quasi totale dell’elefantino repubblicano.

Bush è stato il primo presidente repubblicano dopo Calvin Coolidge a rivincere le elezioni ed a guadagnare seggi sia al Senato che alla Camera dei Rappresentanti.

Anche grazie a quest’ampia maggioranza potrà portare avanti tutte le riforme avviate durante il primo mandato. Continuerà la lotta al terrorismo e potrà nominare i nuovi giudici alla Corte Suprema.

3 novembre 2004

m.arseni@momentosera.com