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BOLOGNA: LA SIGNORA TRA I COLLI
testi e foto di Riccardo Zavatta



…Bologna è una ricca signora che fu contadina: benessere, ville, gioielli… e salami in vetrina…

 

 



Bologna- Teatro Comunale (1763)








Palazzo del Podestà

 

 



Suonatori in costume

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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I versi a lato del cantautore-poeta Francesco Guccini tratti dalla canzone Bologna (ed. Metropolis – 1981): descrivono appieno l’animo di questa magnifica città italiana. Città opulenta ma con forti legami alle tradizioni più genuine.

Ogni volta che ho l’occasione di fermarmi a Bologna per qualche giorno, lo faccio sempre molto volentieri. E’ una città che ti fa sentire  a tuo agio dal momento in cui scendi dall’automobile o dal treno con i bagagli. Non sono molti i posti dove provo  la stessa sensazione!

L’ultimo mio soggiorno bolognese risale al Dicembre 2000. In quella circostanza avevo colto al volo l’invito della scrittrice di romanzi gialli Danila Comastri Montanari, di cui sono un grande ammiratore. Dopo la lettura di alcuni suoi romanzi, ambientati nell’antica Roma, ho avuto modo di fare la sua conoscenza attraverso Internet, di cui siamo entrambi appassionati utilizzatori. Molto carinamente, per l’uscita del suo romanzo Scelera (ed. Hobby&Works 2000), mi ha invitato alla presentazione tenuta nei locali della libreria Feltrinelli di Bologna. 

La presentazione è stata un successo: la Comastri Montanari e Valerio Massimo Manfredi, illustre ospite della serata, hanno intrattenuto i presenti per due ore abbondanti.

E’ stata un’occasione irripetibile, sia per la conoscenza “dal vivo” della scrittrice, che per “vivere” Bologna nel periodo a ridosso delle festività Natalizie. Le vie del centro, scintillanti di luci multicolori, creavano un’atmosfera molto suggestiva. Proprio guardando le vetrine dei negozi del centro mi sono tornate in mente i versi di Guccini…

Sotto una pioggia torrenziale ho benedetto più volte i portici bolognesi.

Queste strutture furono erette durante il XIII-XV secolo per dare protezione dalle intemperie ai viandanti. Originariamente erano in legno ma poi, durante il XVI secolo furono ricostruite così come le vediamo oggi.  I portici  più famosi sono il portico del Baraccano (1491), il portico dei bastardini  (circa 1500), il portico dei mendicanti (1667) e quello del Pavaglione, che si trova al fianco del S. Petronio.

I Romani la chiamarono “Bonomia” e la città, nata sui resti di un insediamento dei Galli Boi, si sviluppò sul disegno classico della “castramentatio” (modello tipico degli accampamenti militari romani). Questa struttura è quella che troviamo ancora oggi nella zona centrale di Bologna.

Dopo il periodo romano la città si sviluppò con ritmi incalzanti. Le strutture sorte intorno all’ anno Mille non rispettavano alcun tipo di regola. Nel Duecento il Comune dovette emanare delle norme di natura urbanistica per ristabilire l’antico ordine. E’ proprio di questo periodo l’obbligo di dotare le nuove costruzioni di portici.

Alla fine del XII sec. Bologna aveva circa 50.000 abitanti ed era una delle città più popolate di tutta Europa. Era sede di una importante Università , uno tra i maggiori centri di cultura europea.

Nel XIV sec., durante la signoria di Sante e Giovanni II Bentivoglio, Bologna conobbe dei momenti di massimo splendore, soprattutto dal punto di vista culturale e urbanistico. Si ebbe la regolarizzazione dei fronti stradali, l’apertura di slarghi, l’apertura di un porto con il relativo collegamento al sistema idroviario padano. Anche il campanile di S. Petronio avvenne durante la loro signoria.

Parlando di Bologna non si può non parlare di un capolavoro architettonico quale è Piazza Maggiore. Qui si affaccia la Basilica di S. Petronio che fu eretta in età Comunale e sorge su di  un sagrato a gradini che ne esalta la massiccia struttura. Fu costruita in onore del Vescovo Petronio, vissuto nel V secolo dopo Cristo. Sulla sua facciata è possibile ammirare un portale di Jacopo della Quercia.

DI fronte a S. Petronio, sul lato Nord della Piazza, è il Palazzo del Podestà, anch’esso sorto nello stesso periodo storico. Il Palazzo è dotato di un porticato a nove arcate.

La Piazza Maggiore è racchiusa ad Est dal Palazzo dei Banchi e ad Ovest dal Palazzo Comunale.  La struttura della Piazza si basa sul preesistente reticolato viario romano.

Mi piace ricordare le due torri più famose: quella detta degli Asinelli  e quella chiamata Garisenda. Entrambe furono costruite nel XII sec. LA prima è la più sottile torre d’Italia e raggiunge un’altezza di 98 metri. Dalla sua sommità si può ammirare un panorama incredibilmente bello: le tremila lire, anzi l’euro e mezzo, del biglietto sono ampiamente ripagate dalle sensazioni che si provano da lassù!

Oltre alle bellezze architettoniche, alla ricchezza delle vetrine e alla cordialità della gente, Bologna è in grado di regalarci momenti magici anche a tavola.

Nelle molte trattorie della città è possibile assaggiare i famosi piatti della tradizione: io personalmente preferisco le tagliatelle col ragù, magari accompagnate da un bel bicchiere di vino rosso!