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I versi a lato del cantautore-poeta Francesco
Guccini tratti dalla canzone Bologna
(ed. Metropolis –
1981): descrivono appieno l’animo di questa
magnifica città italiana. Città opulenta ma con forti legami alle
tradizioni più genuine.
Ogni
volta che ho l’occasione di fermarmi a Bologna per qualche giorno, lo
faccio sempre molto volentieri. E’ una città che ti fa sentire
a tuo agio dal momento in cui scendi dall’automobile o dal treno
con i bagagli. Non sono molti i posti dove provo la
stessa sensazione!
L’ultimo
mio soggiorno bolognese risale al Dicembre 2000. In quella circostanza avevo
colto al volo l’invito della scrittrice di romanzi gialli Danila
Comastri Montanari, di cui sono un grande ammiratore. Dopo la
lettura di alcuni suoi romanzi, ambientati nell’antica Roma, ho avuto modo
di fare la sua conoscenza attraverso Internet, di cui siamo entrambi
appassionati utilizzatori. Molto carinamente, per l’uscita del suo romanzo
Scelera
(ed. Hobby&Works 2000), mi ha invitato alla presentazione tenuta
nei locali della libreria Feltrinelli di Bologna.
La presentazione è stata
un successo: la Comastri Montanari e Valerio
Massimo Manfredi, illustre ospite della serata, hanno intrattenuto i
presenti per due ore abbondanti.
E’
stata un’occasione irripetibile, sia per la conoscenza “dal vivo”
della scrittrice, che per “vivere” Bologna nel periodo a ridosso delle
festività Natalizie. Le vie del centro, scintillanti di luci multicolori,
creavano un’atmosfera molto suggestiva. Proprio guardando le vetrine dei
negozi del centro mi sono tornate in mente i versi di Guccini…
Sotto
una pioggia torrenziale ho benedetto più volte i portici
bolognesi.
Queste
strutture furono erette durante il XIII-XV secolo per dare protezione dalle
intemperie ai viandanti. Originariamente erano in legno ma poi, durante il
XVI secolo furono ricostruite così come le vediamo oggi.
I portici più famosi
sono il portico
del Baraccano (1491), il portico
dei bastardini (circa
1500), il portico dei mendicanti (1667)
e quello del Pavaglione, che si trova al fianco del S. Petronio.
I
Romani la chiamarono “Bonomia”
e la città, nata sui resti di un insediamento dei Galli Boi, si sviluppò
sul disegno classico della “castramentatio” (modello tipico degli
accampamenti militari romani). Questa struttura è quella che troviamo
ancora oggi nella zona centrale di Bologna.
Dopo
il periodo romano la città si sviluppò con ritmi incalzanti. Le strutture
sorte intorno all’ anno Mille non rispettavano alcun tipo di regola. Nel
Duecento il Comune dovette emanare delle norme di natura urbanistica per
ristabilire l’antico ordine. E’ proprio di questo periodo l’obbligo di
dotare le nuove costruzioni di portici.
Alla
fine del XII sec. Bologna aveva circa 50.000 abitanti ed era una delle città
più popolate di tutta Europa. Era sede di una importante Università
, uno tra i maggiori centri di cultura europea.
Nel
XIV sec., durante la signoria di Sante e Giovanni II Bentivoglio, Bologna conobbe dei momenti di
massimo splendore, soprattutto dal punto di vista culturale e urbanistico.
Si ebbe la regolarizzazione dei fronti stradali, l’apertura di slarghi,
l’apertura di un porto con il relativo collegamento al sistema idroviario
padano. Anche il campanile
di S. Petronio avvenne durante la loro signoria.
Parlando
di Bologna non si può non parlare di un capolavoro architettonico quale è Piazza Maggiore. Qui si
affaccia la Basilica di S. Petronio che fu eretta in età Comunale e sorge
su di un sagrato a gradini che
ne esalta la massiccia struttura. Fu costruita in onore del Vescovo
Petronio, vissuto nel V secolo dopo Cristo. Sulla sua facciata è possibile
ammirare un portale di Jacopo della Quercia.
DI
fronte a S. Petronio, sul lato Nord della Piazza, è il Palazzo
del Podestà, anch’esso sorto nello stesso periodo storico. Il
Palazzo è dotato di un porticato a nove arcate.
La
Piazza Maggiore è racchiusa ad Est dal Palazzo dei Banchi e ad Ovest dal Palazzo Comunale.
La struttura della Piazza si basa sul preesistente reticolato viario
romano.
Mi
piace ricordare le due torri
più famose: quella detta degli Asinelli
e quella chiamata Garisenda.
Entrambe furono costruite nel XII sec. LA prima è la più sottile torre
d’Italia e raggiunge un’altezza di 98 metri. Dalla sua sommità si può
ammirare un panorama incredibilmente bello: le tremila lire, anzi l’euro e
mezzo, del biglietto sono ampiamente ripagate dalle sensazioni che si
provano da lassù!
Oltre
alle bellezze architettoniche, alla ricchezza delle vetrine e alla cordialità
della gente, Bologna è in grado di regalarci momenti magici anche a tavola.
Nelle
molte trattorie della città è possibile assaggiare i famosi piatti della
tradizione: io personalmente preferisco le tagliatelle
col ragù, magari accompagnate da un bel bicchiere di vino rosso!
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