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Siamo
partiti da Roma di buon ora, dopo aver caricato con il solito “KODAK
200” l’inseparabile MINOLTA. La metà del viaggio ci è stata suggerita
da mio zio Antonio e da un mio collega di Cortona.
Dopo
un paio d’ore di Autostrada A1, siamo usciti alla “Monte San Savino” .
Dopo altri 10 chilometri abbiamo svoltato a destra su una stradina
secondaria. Anche in questo caso segnaliamo la scarsità di indicazioni
stradali! Percorse alcune curve abbiamo avvistato un possente torrione,
circondato da bellissimi cipressi (in foto).
Così
appare Gargonza ai suoi
visitatori. Dopo aver posteggiato l’auto ci siamo inerpicati su un
selciato che conduce alla porta di accesso. Pochi i turisti “della
domenica”; a dire il vero eravamo praticamente soli all’interno della
cinta muraria. Le uniche persone che si incontravano erano gli ospiti, quasi
tutti tedeschi ed inglesi, dell’agriturismo
locale.
Il
borgo fortificato ha una sola porta di accesso, sormontata
da una lapide commemorativa (ricorda la presenza a Gargonza del sommo Dante Alighieri), e sorge alla sommità di un colle. La porta è
del ‘200, così come il possente torrione che l’affianca. Gargonza è
situata in una posizione strategica tra Arezzo e Siena.
Alla
fine del XIII sec. fu presa dagli aretini di parte Ghibellina. In questo
periodo furono concluse le opere di cinzione muraria dell’abitato. Oggi è
una delle opere fortificate meglio conservate dell’intera Toscana.
L’evento
storico più importante che qui si è verificato è la riunione, del 1304,
tra i Guelfi fuoriusciti da Firenze e quelli di Arezzo: è proprio in questa
occasione che Dante (Guelfo bianco) soggiornò nell’antico borgo.
Nei
secoli successivi, Gargonza cambiò proprietà diverse volte: alla fine del
XIV sec. fu venduta a Siena
per 4.000 fiorini d’oro, fu poi occupata dai fiorentini all’inizio del XV sec. e, a metà dello stesso, gli
abitanti si ribellarono a Firenze che mandò degli armati che rasero al
suolo l’abitato, lasciando in piedi solo la torre e la porta d’ingresso.
Nel XVI sec. passò ai Lotteringhi della Stufa ed il secolo successivo agli attuali
proprietari, i marchesi Corsi-Salvati.
Questi
ultimi inziarono fin da subito opere di restauro dell’abitato,
trasformandolo in tenuta agricola. Con la crisi del settore verificatosi
durante gli anni cinquanta di questo secolo, Gargonza andò in rovina. Sul
finire degli anni settanta i proprietari lo riportarono all’antico
splendore trasformandolo in uno splendido agriturismo.
La
parte più suggestiva è la “piazzetta” situata
subito dopo la porta di accesso
(in foto). E’ possibile ammirare, in un
colpo solo, il cassero,
un pozzo
ottimamente restaurato e la Pieve
dei Santi Tiburzio e Susanna. Questa piazza è il nucleo centrale
del borgo.
La
Pieve è stata restaurata diverse volte nel corso degli ultimi secoli.
All’interno ci sono alcuni affreschi del quattrocento ed una fonte
battesimale, ricostruita nel restauro degli anni ’30.
All’interno
delle mura ci sono alcuni angoli veramente pittoreschi. Ovunque sono state
piantate splendide rose, iris multicolori, glicini dagli enormi tronchi.
Le
abitazioni, ora adibite ad agriturismo, sono state ottimamente restaurate
anche all’interno.
Ci
è sembrato di fare un passo indietro nel tempo e di camminare all’epoca
dei Guelfi e dei Ghibellini. Sicuramente un soggiorno in questo complesso
regala emozioni davvero uniche.
Terminata
la passeggiata siamo andati a Lucignano.
Questa cittadina dista una quindicina di chilometri da Gargonza.
Il
centro abitato ha una struttura unica: la pianta è ellittica, ossia è
formata da anelli concentrici che sono collegati attraverso un complicato
sistema di vicoli che confluiscono nella piazza centrale. E’ proprio qui
che troviamo i monumenti principali del paese: la Colleggiata
(in foto) con la sua caratteristica scalinata barocca ed il loggiato
rinascimentale, la Chiesa di San Francesco ed il Museo Civico.
Anche
Lucignano è conservato molto bene; nei punti dove sono stati effettuati
restauri, questi ultimi si integrano alla perfezione con le preesistenti
strutture.
Ci
sono inoltre molti ristoranti ove è possibile fermarsi per una sosta
“gastronomica”.
Vicino
alla porta principale ci sono alcuni negozi che espongono i prodotti locali:
dai cappelli alle ceramiche, dai funghi ai vini!
Tutto
è ben curato e l’architettura del borgo è veramente particolare.
Lasciando
questi luoghi l’unico rammarico è che purtroppo sono poco pubblicizzati.
Soprattutto Lucignano, che meriterebbe anche da solo una visita, non è
segnalato se non su carte stradali molto dettagliate!
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