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GARGONZA E LUCIGNANO
testi e foto di Riccardo Zavatta



Gargonza - La sua Piazza






Lucignano - La Collegiata





Lucignano - scorcio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Mappa del sito

 

Siamo partiti da Roma di buon ora, dopo aver caricato con il solito “KODAK 200” l’inseparabile MINOLTA. La metà del viaggio ci è stata suggerita da mio zio Antonio e da un mio collega di Cortona.

Dopo un paio d’ore di Autostrada A1, siamo usciti alla “Monte San Savino” . Dopo altri 10 chilometri abbiamo svoltato a destra su una stradina secondaria. Anche in questo caso segnaliamo la scarsità di indicazioni stradali! Percorse alcune curve abbiamo avvistato un possente torrione, circondato da bellissimi cipressi
(in foto).

Così appare Gargonza ai suoi visitatori. Dopo aver posteggiato l’auto ci siamo inerpicati su un selciato che conduce alla porta di accesso. Pochi i turisti “della domenica”; a dire il vero eravamo praticamente soli all’interno della cinta muraria. Le uniche persone che si incontravano erano gli ospiti, quasi tutti tedeschi ed inglesi, dell’agriturismo locale.

Il borgo fortificato ha una sola porta di accesso, sormontata da una lapide commemorativa (ricorda la presenza a Gargonza del sommo Dante Alighieri), e sorge alla sommità di un colle. La porta è del ‘200, così come il possente torrione che l’affianca. Gargonza è situata in una posizione strategica tra Arezzo e Siena.

Alla fine del XIII sec. fu presa dagli aretini di parte Ghibellina. In questo periodo furono concluse le opere di cinzione muraria dell’abitato. Oggi è una delle opere fortificate meglio conservate dell’intera Toscana.

L’evento storico più importante che qui si è verificato è la riunione, del 1304, tra i Guelfi fuoriusciti da Firenze e quelli di Arezzo: è proprio in questa occasione che Dante (Guelfo bianco) soggiornò nell’antico borgo.

Nei secoli successivi, Gargonza cambiò proprietà diverse volte: alla fine del XIV sec. fu venduta a Siena per 4.000 fiorini d’oro, fu poi occupata dai fiorentini all’inizio del XV sec. e, a metà dello stesso, gli abitanti si ribellarono a Firenze che mandò degli armati che rasero al suolo l’abitato, lasciando in piedi solo la torre e la porta d’ingresso. Nel XVI sec. passò ai Lotteringhi della Stufa ed il secolo successivo agli attuali proprietari, i marchesi Corsi-Salvati.

Questi ultimi inziarono fin da subito opere di restauro dell’abitato, trasformandolo in tenuta agricola. Con la crisi del settore verificatosi durante gli anni cinquanta di questo secolo, Gargonza andò in rovina. Sul finire degli anni settanta i proprietari lo riportarono all’antico splendore trasformandolo in uno splendido agriturismo.

La parte più suggestiva è la “piazzetta” situata subito dopo la porta di accesso (in foto). E’ possibile ammirare, in un colpo solo, il cassero, un pozzo ottimamente restaurato  e la Pieve dei Santi Tiburzio e Susanna. Questa piazza è il nucleo centrale del borgo.

La Pieve è stata restaurata diverse volte nel corso degli ultimi secoli. All’interno ci sono alcuni affreschi del quattrocento ed una fonte battesimale, ricostruita nel restauro degli anni ’30.

All’interno delle mura ci sono alcuni angoli veramente pittoreschi. Ovunque sono state piantate splendide rose, iris multicolori, glicini dagli enormi tronchi.

Le abitazioni, ora adibite ad agriturismo, sono state ottimamente restaurate anche all’interno.

Ci è sembrato di fare un passo indietro nel tempo e di camminare all’epoca dei Guelfi e dei Ghibellini. Sicuramente un soggiorno in questo complesso regala emozioni davvero uniche.

Terminata la passeggiata siamo andati a Lucignano. Questa cittadina dista una quindicina di chilometri da Gargonza.

Il centro abitato ha una struttura unica: la pianta è ellittica, ossia è formata da anelli concentrici che sono collegati attraverso un complicato sistema di vicoli che confluiscono nella piazza centrale. E’ proprio qui che troviamo i monumenti principali del paese: la Colleggiata (in foto) con la sua caratteristica scalinata barocca ed il loggiato rinascimentale, la Chiesa di San Francesco ed il Museo Civico.

Anche Lucignano è conservato molto bene; nei punti dove sono stati effettuati restauri, questi ultimi si integrano alla perfezione con le preesistenti strutture.

Ci sono inoltre molti ristoranti ove è possibile fermarsi per una sosta “gastronomica”.

Vicino alla porta principale ci sono alcuni negozi che espongono i prodotti locali: dai cappelli alle ceramiche, dai funghi ai vini!

Tutto è ben curato e l’architettura del borgo è veramente particolare.

Lasciando questi luoghi l’unico rammarico è che purtroppo sono poco pubblicizzati. Soprattutto Lucignano, che meriterebbe anche da solo una visita, non è segnalato se non su carte stradali molto dettagliate!