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Siena: La Tradizione si ripete
testi e foto di Riccardo Zavatta



Siena - Il Duomo - 







Siena
- Palazzo Sansedoni - 




Siena
- Momenti del Palio - 

 

 

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Una visita  a Siena è molto piacevole in tutti i periodi dell’anno ma nei giorni che precedono il Palio ci regala emozioni davvero speciali.

Le strade della cittadina sono ravvivate da stendardi e bandiere con i colori delle diverse contrade. Può capitare di imbattersi in cortei di sbandieratori che sfilano indossando gli abiti tradizionali, intenti a provare le varie figure caratteristiche. Sono necessari abilità e destrezza per riuscire ad effettuare questi lanci in modo corretto.

Il Palio viene corso in due date: il 2 Luglio (per la Madonna Santissima di Provenzano) ed il 16 Agosto (per Maria Vergine Assunta in cielo). Vi partecipano, su estrazione, dieci contrade sulle diciassette in cui è divisa la città. Ogni contrada è quasi una “città nella città”, dotata di un proprio Capitano, di una propria Chiesa, di un proprio Stemma. Alcune contrade hanno rapporti di amicizia (le cosiddette alleanze) mentre in alcuni casi ci sono delle inimicizie che derivano dal passato.

Sono proprio le antiche tradizioni che ogni anno tornano a riaccendere Siena ed i suoi abitanti ad attrarre migliaia di turisti.

Le origini di questa città sono incerte. L’unica cosa sicura è che fu una colonia romana: è presente in diversi monumenti la lupa con i gemelli, noto simbolo di Roma. Nel periodo medievale Siena raggiunse il suo massimo splendore, contrapponendosi alla guelfa Firenze. Le sue mura, le sue strette vie, la splendida Piazza del Campo, furono costruite in quest’epoca storica. Durante un periodo di quasi 100 anni, Siena fu retta dal Consiglio dei Nove.

La parte centrale di Piazza del Campo fu suddivisa in nove settori proprio per ricordare il Governo dei Nove (1357). Questa piazza, ove ogni anno si corre il Palio, deve la sua particolare forma di conchiglia alla conformazione del terreno: sorge infatti all’incrocio delle tre colline su cui si è sviluppata la città. Su questa splendida piazza si affacciano altri tre importanti monumenti senesi: la Fonte Gaia; il Palazzo Pubblico: la Torre del Mangia.

Fonte Gaia è opera dello scultore Jacopo della Quercia e prende il nome dai lussuosi festeggiamenti che furono tenuti in occasione della sua inaugurazione. Oggi le sculture presenti nella Fonte sono delle riproduzioni del XIX secolo; gli originali si trovano nel Palazzo Pubblico per evitare che l’esposizione agli agenti atmosferici possa rovinarli in maniera irreparabile.

Sul lato opposto della piazza troviamo il Palazzo Pubblico, costruito nello stesso periodo della Fonte. E’ una costruzione tipica del gotico toscano. La facciata è caratterizzata dal piano terreno in pietra mentre tutto il resto è rivestito in mattoni di colore rosso.

La torre, detta Torre del Mangia dal nome del suo primo campanaro, raggiunge un’altezza di circa 105 mt. E’ possibile salire sulla torre e posso garantire che lo spettacolo che si può godere da quell’altezza vale veramente il prezzo del biglietto!

Molto bello è anche il Palazzo Sansedoni, riconoscibile per la torre e l’andamento curvilineo della facciata.

Ma l’edificio più caratteristico di Siena è il Duomo. I lavori di costruzioni iniziarono nei primi anni del XIII secolo e terminarono sul finire del XIV secolo! Numerosi artisti di fama collaborarono per la realizzazione di questo capolavoro: Giovanni Pisano (piano inferiore della facciata); Giovanni di Cecco (completamento della facciata); Agostino di Giovanni e Agnolo di Ventura (campanile). La caratteristica principale della parte esterna è la policromia risultante dall’utilizzo di diverse pietre: marmo bianco; pietra verde di Prato; pietra rosata senese. Anche l’alternanza di stili, romanico e gotico, crea degli effetti di notevole impatto visivo.  Anche all’interno è possibile ammirare dei capolavori, come il pulpito di Nicola Pisano ed Arnolfo di Cambio, le statue di Lorenzo Bernini, i bassorilievi di Urbano da Cortona.

Per visitare in maniera completa questa splendida cittadina è necessario fermarsi almeno un fine settimana. Si avrà la possibilità di assaggiare gustosissimi piatti tipici a base di carne, dolci di fattura squisita, vini di antica tradizione.