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Partendo con l’aliscafo da Termoli
(CB), dopo appena quarantacinque minuti di navigazione nel mare Adriatico,
ci si imbatte in un gruppo di cinque piccole isole dall’aspetto selvaggio:
le isole Tremiti. Nel tragitto verso il porto si ammira un panorama
molto suggestivo: la costa è un intrico di cale, calette e faraglioni
alternati ad una ricca macchia mediterranea il cui intenso profumo arriva
fino all’aliscafo.
Le isole si sono formate con
l’emersione delle rocce attraverso diverse ere geologiche. Alla
spiegazione scientifica si affianca una leggenda dell’antichità classica:
la leggenda di Diomede. Plinio, Tolomeo e Stradone
narrano che al tempo delle guerre di Troia (XII sec. a.C.) l’eroe
Diomede, dopo aver fatto ritorno in patria ed aver scoperto che
sua moglie stava tramando contro di lui, decise di riprendere il
mare. SI fermò in provincia dell’attuale Foggia. Scagliò dei massi
ciclopici in mare e così nacquero le isole Diomedee
(attuali Tremiti). L’origine del nome odierno spetta invece allo storico Tacito.
Le strutture alberghiere sono tutte
nell’isola principale: l’isola di
S. Domino. Si tratta di strutture perfettamente integrate con l’isola.
E’ qui che si arriva con i traghetti e gli aliscafi provenienti da Ortona,
Termoli, Vasto e Vieste. L’isola
ha una superficie di 208 ettari e, fortunatamente, non è possibile
circolare con le auto se non con le poche dei residenti. E’ qui che ci
sono le grotte più belle e
famose, come quella del Bue Marino che
è profonda circa 70 metri e quella delle
Viole.
Naturalisticamente parlando, ci
troviamo in un vero paradiso. L’isola è popolata da numerosi uccelli
marini, i più famosi dei quali sono le Diomedee.
Si tratta di uccelli palmipedi della famiglia dei Procellariformi. Il loro
verso, simile ad un lamento, li lega alla leggenda di Diomede: si narra che
i suoi marinai furono trasformati in uccelli da Venere e di notte piangono
la scomparsa del loro re!
La
seconda isola per dimensione è l’isola di S. Nicola che ha una superficie di circa 40 ettari.
L’isola è dominata dall’ Abbazia,
fondata dai monaci benedettini di Montecassino intorno all’anno Mille. Nel
corso dei secoli si sono aggiunte nuove costruzioni, come le mura merlate ed
i torrioni: strutture erette per difendersi dalle incursioni dei pirati.
Dalla fine del XVIII secolo fino alla prima metà del XX secolo l’isola
divenne colonia penale.
La visita all’isola di S. Nicola è
molto suggestiva, soprattutto se effettuata la sera.
Gli alberghi ed i residence presenti a S. Domino organizzano questa
escursione in diversi orari della giornata. Al tramonto l’isola assume una
colorazione rossa particolarissima.
Le altre isole che compongono
l’arcipelago delle isole Tremiti sono il
Crepaccio, Capraia e Pianosa. Tutte e tre queste isole non sono abitate.
Durante il soggiorno alle Tremiti è
possibile fare delle bellissime passeggiate sia a piedi che in mountain
bike, inoltrandosi sui sentieri che si snodano all’interno dei boschi di
pini d’Aleppo. In alcuni punti la vista è davvero mozzafiato: ci si
affaccia su rocce a strapiombo su fondali trasparentissimi, quasi
inaspettati in Adriatico!
Nei diving presenti sull’Isola di
S. Domino è possibile affittare l’attrezzatura necessaria per le
immersioni. I fondali sono ricchi di vegetazioni
e di pesci, quali orate, spigole, dentici e polpi.
Potreste anche avere la fortuna di
incontrare l’ormai famoso Delfino
Filippo. E’ un delfino che scorrazza nelle acque del Golfo di
Manfredonia e che spesso arriva fino al nostro piccolo arcipelago. La sua
storia, spesso contrassegnata da atti di crudeltà da parte di noi esseri
umani, è ricca di episodi che lo vedono protagonista in veste di
“eroe”. Ha salvato diversi bagnanti e, con la sua allegria, è un vero e
proprio beniamino locale!
Nelle trattorie locali è possibile
assaggiare il freschissimo pesce isolano, cucinato in maniera veramente
squisita spesso con i capperi che crescono rigogliosi su tutte le isole
Tremiti.
Non rimane che augurarvi Buon
Viaggio !
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