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La Prioria
Fu la dimora di Gabriele d'Annunzio, Villa Cargnacco, nobilitata all'esterno da motivi architettonici, fra cui il pronao, in pietra di Verona, sovrastato dal balcone con ringhiera.
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Il Levriero

La
Nave Puglia

Stanza
del Mappamondo

Sala della Cheli
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Percorrendo
la strada che costeggia il Lago di Garda, nei pressi di Gardone Riviera, si
prende una stradina laterale che si inerpica di un monte a ridosso del lago.
Dopo pochi minuti di automobile si arriva alla meta della nostra gita: il Vittoriale.
Qui
il Poeta, Gabriele d’Annunzio, si ritirò a vita privata dal Febbraio
1921. La residenza
di Villa Cargnacco era in quel periodo molto modesta, sia per
quello che riguarda l’estensione che l’architettura.
Il Vate, come amava definirsi il d’Annunzio, la trasformò, nel corso del
suo lungo soggiorno (ben 17 anni), rendendola specchio fedele del suo modo
s’essere, del suo stile di vita.
Subito
dopo aver lasciato la macchina nell’ ”uliveto-parcheggio”, ci si
dirige all’ingresso del complesso monumentale. Qui lo sguardo è attratto
dal frontone triangolare recante il celebre motto “Io ho quel che ho
donato”.
Superato il portale a due arcate, si percorre per qualche centinaio di metri
il vialetto che porta al Teatro all’aperto.
Questo è situato in una posizione molto panoramica e può ospitare circa
1.500 persone. E’ utilizzato tutt’ora per mettere in scena
rappresentazioni di vario genere.
Continuando
a salire lungo il viale principale, si arriva all’Esedra con il Tempietto
degli Eroi. Da qui in poi si avverte in maniera quasi ossessiva la
presenza del Poeta. In ogni angolo si può osservare la meticolosa
disposizione degli oggetti più svariati raccolti da lui stesso negli anni.
Dall’Esedra
si accede alla Piazzetta Dalmata, ove si affaccia la Prioria,
ossia la residenza privata. Molto suggestiva è la sua facciata, dove sono
infissi numerosi cimeli. Il più bello, a mio avviso, è lo “Stemma dei
levrieri” che riporta il famoso motto “nè più fermo nè più fedele”
(si pensa che fosse un motto destinato a Mussolini che aveva quasi
“confinato” d’Annunzio nel Vittoriale).
Il
Poeta edificò il Vittoriale collaborando con l’architetto Gian
Carlo Maroni. All’interno del complesso, come già detto, sono
ancora presenti molti cimeli. I più importanti sono l’automobile di marca
FIAT utilizzata nella marcia du Fiume, il motoscafo antisommergibile MAS
e, il più incredibile fra tutti, la nave Puglia. Sul motoscafo MAS
è presente un altro dei celebri motti d’annunziani: “Memento audere
semper” (ricordati di osare sempre).
Nella
casa, ogni stanza rievoca particolari stati d’animo del Poeta. In essa
sono custoditi circa 35 mila volumi, migliaia di lettere, oggetti
provenienti da diverse culture e civiltà.
Appena
entrati si accede alla Stanza del Mascheraio (dove ci sono numerosi
volumi della biblioteca del precedente proprietario Thode) ove il Poeta
ascoltava la musica prodotta da un grammofono e da una radio, ancora
presenti. Da qui si passa nella Stanza della Musica ove spesso
suonava la concertista Luisa Baccara. Segue poi la Zambracca,
lo studio dove era solito lavorare. In questa stanza completò il “Notturno”,
ultimo suo grande successo editoriale.
E proprio al suo tavolo di lavoro si spense il 1° Febbraio 1938 colto da
infarto. Sulla scrivania c’era una copia del famoso “Almanacco di
Barbanera” che alla data 1° Febbraio riportava la morte di un
illustre personaggio. Il Poeta aveva sottolineato queste righe, come
presagendo la sua stessa morte!
Subito
dopo lo studiolo è possibile visitare la sua camera da
letto: la Stanza della Leda. Questa prende il nome dalla statuetta
che si trova sopra il caminetto. La stanza da bagno personale (Bagno
Blu) è un piccolo gioiello: vi sono circa 1.000 oggetti tra i più
diversi.
Al
piano superiore troviamo invece la Stanza del Lebbroso ove amava
ritirarsi in meditazione, la biblioteca detta Stanza del Mappamondo,
la Saletta del Monco dove scriveva le sue lettere, la sala da pranzo
in stile decò detta Sala della Cheli.
All’esterno
si può godere di uno dei più bei panorami che questo lato del Lago di
Garda può offrire.
Antonio
Bruers
alla
morte di d’Annunzio scrisse: ” con Gabriele d’Annunzio non è
terminata soltanto una vita, ma un’epoca storica”. Con una visita al
Vittoriale abbiamo la possibilità, a distanza di quasi un secolo, di
immergerci nelle stesse atmosfere che si respiravano nell’Italia di
allora!
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