Home Page

 

VIATORIS: IL VITTORIALE DEGLI ITALIANI
testi e parte delle foto di Riccardo Zavatta




La Prioria

Fu la dimora di Gabriele d'Annunzio, Villa Cargnacco, nobilitata all'esterno da motivi architettonici, fra cui il pronao, in pietra di Verona, sovrastato dal balcone con ringhiera.




Il Levriero




La Nave Puglia


Stanza del Mappamondo




Sala della Cheli

IL VITTORIALE
Official Web site
 

 

Top page
Mappa del sito

Percorrendo la strada che costeggia il Lago di Garda, nei pressi di Gardone Riviera, si prende una stradina laterale che si inerpica di un monte a ridosso del lago. Dopo pochi minuti di automobile si arriva alla meta della nostra gita: il Vittoriale.

Qui il Poeta, Gabriele d’Annunzio, si ritirò a vita privata dal Febbraio 1921. La residenza  di Villa Cargnacco era in quel periodo molto modesta, sia per quello che riguarda l’estensione che l’architettura.

Il Vate, come amava definirsi il d’Annunzio, la trasformò, nel corso del suo lungo soggiorno (ben 17 anni), rendendola specchio fedele del suo modo s’essere, del suo stile di vita.

Subito dopo aver lasciato la macchina nell’ ”uliveto-parcheggio”, ci si dirige all’ingresso del complesso monumentale. Qui lo sguardo è attratto dal frontone triangolare recante il celebre motto “Io ho quel che ho donato”.

Superato il portale a due arcate, si percorre per qualche centinaio di metri il vialetto che porta al Teatro all’aperto.
Questo è situato in una posizione molto panoramica e può ospitare circa 1.500 persone. E’ utilizzato tutt’ora per mettere in scena rappresentazioni di vario genere.

Continuando a salire lungo il viale principale, si arriva all’Esedra con il Tempietto degli Eroi. Da qui in poi si avverte in maniera quasi ossessiva la presenza del Poeta. In ogni angolo si può osservare la meticolosa disposizione degli oggetti più svariati raccolti da lui stesso negli anni.

Dall’Esedra si accede alla Piazzetta Dalmata, ove si affaccia la Prioria, ossia la residenza privata. Molto suggestiva è la sua facciata, dove sono infissi numerosi cimeli. Il più bello, a mio avviso, è lo “Stemma dei levrieri” che riporta il famoso motto “nè più fermo nè più fedele” (si pensa che fosse un motto destinato a Mussolini che aveva quasi “confinato” d’Annunzio nel Vittoriale).

Il Poeta edificò il Vittoriale collaborando con l’architetto Gian Carlo Maroni. All’interno del complesso, come già detto, sono ancora presenti molti cimeli. I più importanti sono l’automobile di marca FIAT utilizzata nella marcia du Fiume, il motoscafo antisommergibile MAS e, il più incredibile fra tutti, la nave Puglia. Sul motoscafo MAS è presente un altro dei celebri motti d’annunziani: “Memento audere semper” (ricordati di osare sempre).

Nella casa, ogni stanza rievoca particolari stati d’animo del Poeta. In essa sono custoditi circa 35 mila volumi, migliaia di lettere, oggetti provenienti da diverse culture e civiltà.

Appena entrati si accede alla Stanza del Mascheraio (dove ci sono numerosi volumi della biblioteca del precedente proprietario Thode) ove il Poeta ascoltava la musica prodotta da un grammofono e da una radio, ancora presenti. Da qui si passa nella Stanza della Musica ove spesso suonava la concertista Luisa Baccara. Segue poi la Zambracca, lo studio dove era solito lavorare. In questa stanza completò il “Notturno”, ultimo suo grande successo editoriale.

E proprio al suo tavolo di lavoro si spense il 1° Febbraio 1938 colto da infarto. Sulla scrivania c’era una copia del famoso “Almanacco di Barbanera” che alla data 1° Febbraio riportava la morte di un illustre personaggio. Il Poeta aveva sottolineato queste righe, come presagendo la sua stessa morte!

Subito dopo lo studiolo è possibile visitare la sua camera da letto: la Stanza della Leda. Questa prende il nome dalla statuetta che si trova sopra il caminetto. La stanza da  bagno personale (Bagno Blu) è un piccolo gioiello: vi sono circa 1.000 oggetti tra i più diversi.

Al piano superiore troviamo invece la Stanza del Lebbroso ove amava ritirarsi in meditazione, la biblioteca detta Stanza del Mappamondo, la Saletta del Monco dove scriveva le sue lettere, la sala da pranzo in stile decò detta Sala della Cheli.

All’esterno si può godere di uno dei più bei panorami che questo lato del Lago di Garda può offrire.

Antonio Bruers alla morte di d’Annunzio scrisse: ” con Gabriele d’Annunzio non è terminata soltanto una vita, ma un’epoca storica”. Con una visita al Vittoriale abbiamo la possibilità, a distanza di quasi un secolo, di immergerci nelle stesse atmosfere che si respiravano nell’Italia di allora!