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PDP-1
SPACEWAR
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Questo è il
disegno del box che riuniva i comandi per giocare,
progenitore delle attuali sofisticatissime consolles.
Le due leve servivano per orientare le astronavi.
Notare il pulsante che veniva usato per lanciare i missili.
 Eccolo
il famoso PDP-1, usato
per lo sviluppo di Spacewar
A sinistra fa bella mostra di se
una Remington per scrivere.
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Prima dell’inizio degli anni
‘70, non c’era richiesta di videogiochi da parte del grande pubblico. In
effetti, solo pochi specialisti avevano avuto la possibilità di
avvicinare, sui grandi mainframe, i primi esperimenti videoludici.
Il mondo dei viedogiochi era
dunque confinato nei grandi laboratori informatici, e nessuno aveva mai
creduto potesse uscirne: lo stesso Willy Higinbotham, che nel 1958 aveva
creato l’”oscilloscope tennis”, non
sogno’ mai per la sua invenzione un impiego migliore che intrattenere il
pubblico in visita al Brookhaven
National Laboratory.
Il pubblico apprezzò, tanto
da spingere il buon vecchio Willy a sviluppare una versione del gioco per
monitor a 14 pollici. Forse non lo apprezzò abbastanza da convincere il
nostro fisico a brevettare la
sua invenzione, tant’è che arrivò un’ insperato colpo di fortuna per i
videogiochi: “ogni brevetto sull’oscilloscope tennis sarebbe appartenuto
al Governo degli Stati Uniti”. Lascio
a voi ogni congettura. Andò cosi, e la storia dei videogiochi continuò il
suo corso.
Il Massachusetts Institute
of Technology (MIT) e’ famoso in tutto il mondo per il suo immenso ed
insostituibile contributo alla scienza odierna. Opera in tutti i campi dello
scibile umano: dall’intelligenza artificiale alla corsa allo spazio,
dall’informatica alla ricerca sul cancro, dagli studi sulla
produttivita’ all’economia aziendale, dalla fusione al plasma alla
spettroscopia.
Nel 1961 Digital Equipment
Corporation consegnò al MIT un nuovo modello di computer, il PDP-1
. Era un modello rivoluzionario, che
permetteva all’utente di interfacciarsi tramite tastiera. La Dec sperava
probabilmente che il MIT utilizzasse il PDP-1 per la corsa spaziale o
qualcosa di altrettanto glorioso. Non avrebbe mai pensato che uno dei
giovani assistenti lo utilizzasse per scrivere il primo videogioco della
storia. Nacque cosi: SPACEWAR
Spacewar,
uno dei videogiochi più famosi della storia, è un videogioco, per i
nostri canoni, orrendo. La grafica era realizzata interamente in caratteri
ASCII, e il sistema non era in grado di gestire un’avversario degno di
questo nome. Inoltre, era difficilissimo da giocare.
Ma
questi erano limiti imposti solo dall’hardware: il programmatore, Steve
Russel, aveva realizzato un concept semplice ma geniale.
Due
astronavi che tentano di disintegrarsi a colpi di laser.
Immaginate
l’impatto di un gioco del genere nel ‘61, in piena corsa spaziale.
Adesso potrebbe farci sorridere, ma allora fu un successo.
Steve
Russel, al contrario di Willy Higinbotham, credette nella sua
invenzione. Chiese addirittura aiuto a due suoi amici per la stesura finale
del codice. Fu così che nacque il primo team di sviluppo di veideogiochi:
Steve Russel scrisse la versione Beta, Pete Samson aggiunse al gioco
un cielo stellato, Dan Edwards inserì, al centro dello schermo, un
grande sole che esercitava una sorta di attrazione gravitazionale sulle due
astronavi.
Nel
1962, SpaceWar fu finalmente pronto. Steve
ed i suoi amici furono talmente soddisfatti dal risultato finale da pensare
di commercializzarlo.
Ma
un colpo insperato di fortuna diede di nuovo una mano al mondo dei
videogiochi: i ragazzi del MIT lo distribuirono gratuitamente. E il governo
degli Stati Uniti rimase di nuovo a bocca asciutta.
Poco
tempo dopo, tutti i laboratori
e le università degli Stati Uniti possedevano una copia di Spacewar. Era
iniziata l’era dei videogames.
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