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Schapelle Corby: un sacrificio politico?

La 27enne e avvenente australiana, è stata arrestata in Indonesia, con l’accusa di portare in borsa 4,5 chili di marijuana. Condannata a 20 anni, lotta per la libertà

 Il Caso
 Aeroporto di Brisbane, Queensland, Australia
 8 Ottobre 2004. Schapelle Leigh Corby è una
 giovane donna australiana, è un’estetista e
 viene da una famiglia di classe media. Ha 27
 anni ed è in partenza per Bali, che raggiunge-
 rà dopo uno scalo a Sidney. Si prepara ad
 assistere il padre malato di cancro (poi deceduto) in una lunga agonia e ha bisogno di una breve vacanza per ritemprarsi. Al check-in, la sua borsa da viaggio è inviata al bagagliaio senza essere stata chiusa con un lucchetto, ma Schapelle non pensa a questi dettagli. Non ha alcuna idea che la sua breve vacanza, di lì a breve, si trasformerà in un calvario di sette anni, che dura tuttora e sembra essere senza uscita.

Aeroporto Nuragh Rai, Bali, Denpasar, stesso giorno. Alla dogana, nella borsa di Schapelle sono trovati 4.2 chili di cannabis. Schapelle viene subito arrestata. Nel 2005 sarà condannata a 20 anni di reclusione, ed è rinchiusa nel famigerato carcere di Kerobokan, dove l’attesa di vita media di un detenuto è di circa 10 anni. Nel caso dovesse sopravvivere, uscirà nel 2024 all’età di 47 anni.
Non è la solita triste storia della turista beccata con la droga nel sud est asiatico. Vi sono una serie di considerazioni, che rendono l’Affaire Corby un caso piuttosto singolare.

Vediamo i fatti.
1) Secondo l’UN Office for Drugs and Crimes, il prezzo medio della cannabis in Australia è di 5042.5 $/Kg, mentre in Indonesia è di appena 140 $/Kg, quindi, se Schapelle fosse stata veramente colpevole, l’intera operazione di importazione di 4.2 kg di cannabis dall’Australia all’Indonesia si sarebbe tradotta in una perdita netta di 20590.5 $, cosa piuttosto amena, visto che di solito la gente si dedica al narcotraffico per guadagnare soldi e non per rimetterceli. Prima di Schapelle, infatti, mai nessuno era stato arrestato con l’accusa di importare cannabis dall’Australia all’Indonesia.

2) Schapelle non aveva precedenti penali e non era mai stata una consumatrice di stupefacenti.

3) 4.2 kg di cannabis hanno un volume notevole, oltre a un odore assai pungente e facilmente identificabile, non solo dai cani antidroga, ma anche dalle persone. La droga fu trovata nella borsa di Schapelle avvolta in una plastica già rotta in modo che fosse facile localizzarla per il suo odore. Nessun narcotrafficante trasporterebbe mai la cannabis in quel modo.

4) Schapelle chiese disperatamente che venissero acquisiti i video CCTV dell’aeroporto di Brisbane, in modo da poter dimostrare che la sua borsa, al momento del check-in era molto più “magra” di quando lo era all’arrivo. È da premettere che nessun narcotrafficante avrebbe mai inoltrato tale richiesta, che sarebbe esitata in un autogol. Tuttavia la richiesta fu negata.

5) Schapelle chiese disperatamente che la sua borsa fosse pesata, in modo che confrontando il peso in uscita col peso al momento del check-in, si rilevasse una differenza di 4.2 kg che dimostrasse come la cannabis fosse stata aggiunta successivamente e a sua insaputa. Per un colpevole, una simile richiesta sarebbe stato un suicidio, ma anche in questo caso, la richiesta fu negata, contrariamente a tutti i principi più elementari di civiltà giuridica che vorrebbero l’imputato innocente fino a prova contraria.

6) Schapelle chiese che la cannabis fosse testata con la prova del DNA per rilevarne l’origine (se fosse stata di tipo indonesiano sarebbe stata una prova a discarico) e che sulla busta fossero ricercate le impronte digitali. Come al solito, la richiesta fu negata e la droga fu poi bruciata, negando così per sempre a Schapelle qualunque ulteriore possibilità di dimostrare la propria innocenza.

7) Il contesto: due anni prima, sempre a Bali, vi era stato un sanguinoso attentato terroristico di matrice islamica, chiamato Bali Bombing, in cui persero la vita 202 persone, tra cui 88 cittadini australiani. Dopo l’attentato, il Governo Australiano dell’epoca, il cui premier era John Howard, si intromise molto negli affari interni indonesiani e secondo molti analisti indipendenti, il processo a Schapelle Corby fu una sorta di “avvertimento” politico.

8) Completa sproporzione tra entità della condanna e gravità della pena: Schapelle Corby, precedentemente incensurata, fu condannata a 20 anni per 4.2 kg di cannabis, quando il terrorista islamico Abu Bakar Bashir, riconosciuto colpevole per aver ideato il Bali Bombing che ideò una strage con 202 morti, ebbe appena una condanna a 15 anni.

9) Nonostante le palesi violazioni dei più elementari diritti civili dell’imputata, l’allora premier John Howard dichiarò di essere dispiaciuto, ma che il processo era stato giusto (è da notare anche che in quel periodo, gli investimenti australiani in Indonesia ammontavano a ben 2.6 miliardi di dollari, mentre l’ammontare dell’interscambio commerciale era intorno a 10.4 miliardi).

10) Dal suo internamento Schapelle ha sofferto numerose crisi depressive per cui è stata trattata con psicofarmaci e le sue condizioni di salute si sono rapidamente deteriorate. Nel luglio di quest’anno ha assunto un overdose di psicofarmaci, e ancora non è ben chiaro se ciò sia dovuto allo stato confusionale oppure sia stato un vero e proprio tentativo di suicidio. In ogni modo, le autorità carcerarie hanno rifiutato di ricoverarla in ospedale e la totale mancanza di assistenza non ha sollevato alcuna protesta da parte del Governo Australiano.

11) Conscia del fatto che difficilmente sarebbe uscita diva da Kerobokan, Schapelle ha scritto la sua autobiografia, intitolata “No More Tomorrow”, i cui diritti d’autore sarebbero dovuti servire a pagare le cure mediche e le terapie antidepressive - in Indonesia le cure mediche dei detenuti sono a carico delle loro famiglie - e i viaggi di sua madre. I diritti d’autore sono stati però confiscati dal Governo Federale Australiano, sulla base di una legge che vieta ai criminali di godere dei frutti del loro crimine, che mai prima d’ora era stata estesa ai diritti d’autore, e questo è stato l’unico concreto “aiuto” che Schapelle ha ricevuto dal suo paese.

SchapelleGate.
Un sito indipendente
www.expendable.tv sostiene la tesi del sacrificio politico, secondo la quale Schapelle Corby sarebbe stata delibe ratamente scarificata dal Governo Australiano, che avrebbe nascosto numerose prove decisive, che se portate in giudizio avrebbero condotto a un verdetto di assoluzione. Sempre secondo il sito, i motivi del sacrificio sarebbero i seguenti:

1) Diplomatici: l’Indonesia è il più popoloso paese mussulmano ed è anche molto vicina all’Australia, ragione per cui, è considerata dal Governo Australiano un alleato chiave con cui è necessario mantenere in ogni caso buoni rapporti.

2) Economici: le imprese australiane hanno grossi investimenti in Indonesia, che nel 2005, all’epoca della sentenza, ammontavano a ben 2.6 miliardi di dollari.

3) Sicurezza aeroportuale: dopo il fatidico 11 Settembre, la sicurezza degli aeroporti è diventato un problema internazionale di alto profilo. Sostenere l’innocenza di Schapelle – ovvero che la droga fosse stata messa nella sua valigia a sua insaputa dopo il check-in – avrebbe comportato per il Governo Australiano l’ammissione di grosse falle nella sicurezza dei suoi aeroporti, minando così la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

4) Corruzione della Polizia Federale Australiana (AFP): oltre alla sicurezza aeroportuale, il sito sostiene la tesi ancora più grave secondo cui vi sarebbero collusioni tra l’AFP e organizzazioni di narcotrafficanti, operative soprattutto nell’aeroporto di Sidney. Rivelare queste notizie, che avrebbero potuto salvare la vita d’una persona innocente, avrebbe danneggiato l’immagine dell’AFP agli occhi dei cittadini, screditando così le istituzioni.

5) I cable riservati: a sostegno delle tesi esposte, nel sito sono pubblicati numerosi cable inediti, che ciascuno può consultare per farsi la propria opinione dei fatti: http://www.expendable.tv/p/expendable.html

6) Silenzio stampa: nonostante la gravità delle rivelazioni e dei documenti mostrati nel sito, il Governo e i giornali australiani sembrano tuttora ignorarne l’esistenza, anche se al momento in cui scrivo questo articolo, il sito ha già avuto ben 17229 visite.

7) Tentativo di hackeraggio: nonostante il silenzio stampa, il sito è stato continuamente monitorato da parte dell’AFP,  e vi è stato anche un attacco informatico piuttosto maldestro, che gli autori del sito attribuiscono sempre all’AFP e che è stato prontamente denunciato all’FBI (il sito è pubblicato su un server americano e rientra nella giurisdizione USA).
http://www.expendable.tv/2011/09/intrusive-surveillance-monitoring-of.html

The Expandable Project si propone nei prossimi giorni di pubblicare numerosi altri cable, svelando tutte le verità nascoste sullo SchapelleGate.

Luigi Condorelli
01-10-2011

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