«Il posto fisso? È monotono». Ed è polemica
Monti a Matrix: «I partiti? Ci aspettiamo che dicano di andarcene se facciamo qualcosa di sbagliato. L’articolo 18 non è tabù». Ma piovono le critiche (anche del Pd)
Il presidente del Consiglio Mario Monti, inter- venendo a Matrix su Canale 5 sui temi del lavoro e dei giovani, dichiara: «I giovani de- vono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. E poi, diciamo- lo, che monotonia. È bello cambiare e ac- cettare delle sfide». Una frase che però ha scatenato diverse reazioni.
Il giorno dopo le dichiarazioni del presidente del Consiglio, piovono quindi le critiche. In particolare si scatena il web. Su Facebook e Twitter fioccano i commenti negativi: «Monti dipinge una realtà che i giovani già vivono. In 10 anni ho cambiato 6 città, 10 case, 5 lavori. Non male…»; «Gli unici in Italia che hanno ancora il mito del posto fisso sono gli istituti di credito e le finanziarie»; «Monti, le banche non me lo danno il mutuo se non ho il posto fisso e monotono, lo sai!?!». Contro Monti anche parte del Pd. «È stata una delle peggiori performance televisive del presidente del Consiglio Monti, lo dico col rispetto dovuto - ha detto Nicola Latorre, vicepresidente dei senatori democratici -. Teorizzare che la società non è dinamica perché c’è l’articolo 18, perché c’è il posto fisso, è una sciocchezza. Teorizzare che il posto fisso è noioso credo sia discutibile e io non la penso proprio così».
«La riforma sulla quale il ministro Fornero e tutto il governo adesso è impegnato - ha spiegato ancora mercoledì sera il Professore - ha la finalità principale di ridurre il terribile apartheid che esiste nel mercato del lavoro tra chi per caso o per età è già dentro e chi giovane fa terribile fatica ad entrare o entra in condizioni precarie». «Non si può sintetizzare la riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociale in si cambia l’articolo 18 o no - aggiunge quindi il premier -. L’articolo 18 non è un tabù ma può essere pernicioso per lo sviluppo dell’Italia e per il lavoro dei giovani in alcuni contesti, può essere più accettabile in altri contesti». «Questo governo ha compiti limitati e difficilissimi: rendere l’Italia migliore e più attraente a tutti - ha spiegato Monti - svolgiamo questi compiti osservando una distanza di rispetto dai partiti perché ci sono temi importanti che non sono il cuore del mandato ricevuto». Quindi ha tenuto a precisare: «Io ho opinioni personali ma non le considero parti della missione di governo. La cittadinanza, la bioetica, la legge elettorale, i regolamenti parlamentari, sono questioni che devono essere sciolte e dipanate dalle forze politiche». «Se, per soddisfare le coscienze dei membri del governo, entrassimo nell'agone del dibattito renderemmo più difficile l’appoggio di larga parte del Parlamento ai nostri sforzi» ha concluso Monti. In precedenza, il capo dell’esecutivo era intervenuto al Tg5, dicendosi fiducioso sul futuro del Paese: l’Italia riuscirà a risanare i suoi debiti. E poi ha sottolineato come il vincolo del debito non sia «un vincolo preso due giorni fa, ma un anno fa. Certamente è severo ma non impossibile se saremo capaci - noi e tutti i governi che si susseguiranno - di tornare a far crescere di più l’Italia».
Giovedì mattina, intervenendo sull’articolo 18 e su tutta la strategia del governo per rimettere in moto il Paese, il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera dà man forte al premier: «L’articolo 18 sarà uno dei temi, non l’unico del tavolo - dichiara nel corso della “Telefonata” di Belpietro, su Canale 5 -. L’obiettivo è di creare posti di lavoro in entrata in un mondo sempre meno fatto di cose programmabili a lungo termine». |