Metalli e l'Urlo della Rete amato dal M5S
Il giornalista del Tg1, autore dell’Inno del Movimento 5 Stelle, racconta in una intervista all'Ansa: «Il mio sogno? Una informazione a 5 stelle»
Leonardo Metalli, dal giornalismo alla politica. Anzi no. Il popolare giornalista del Tg1, ex ti- tolare della rubrica Tg1 Note e autore dell’In- no del M5S, continua a restare vicino al grande Movimento creato e portato al suc- cesso alle elezioni politiche da Beppe Grillo, ma non abbandona la musica e all'Ansa rac- conta: «Sogno un’informazione a 5 stelle».
In un'intervista concessa ad Elisabetta Malvagna, Leonardo Metalli rivela come la sua strada e quella di Beppe Grillo non si sono certo incrociate adesso: il giornalista ha infatti seguito per vent’anni gli spettacoli di colui che ora è diventato uno dei primi attori della politica italiana. Non a caso, come detto, l’Inno del Movimento 5 Stelle, scelto per la recente tornata elettorale, è “L'Urlo Della Rete - Uno Vale Uno”, scritto e musicato da Metalli e da Raffaello Di Pietro. «La Rete che URLA la sua verità ai cittadini. La taranta del Web, per la prima volta una canzone dedicata a tutti quelli che parlano a loro nome, perché in rete Uno vale Uno», racconta lo stesso Metalli.
«Ci siamo incontrati alla Posta di Viale Mazzini con Raffaello - continua Metalli - dovevamo pagare varie multe e conti correnti e lamentandoci della situazione del nostro Paese abbiamo deciso di scrivere l'inno della Rete e degli italiani. L’abbiamo fatto a maggio, a giugno era online sul mio sito. Dopo 4/5 mesi, mentre il Movimento a 5 Stelle stava via via crescendo, è stato messo sul blog di Beppe Grillo ed improvvisamente è esploso. Il mio canale Youtube è arrivato ad avere 500 mila visualizzazioni. A questo punto anche i giornali se ne sono accorti ed è tutto diventata cosa impressionante».
Il giornalista, nell'intervista all'agenzia di stampa, sottolinea poi di non essersi candidato perché «voglio occuparmi di musica e spettacolo» e ricorda: «Al Tg1 raccontavo le idee che Grillo esponeva da 25 anni nei suoi spettacoli. Poi, se Grillo diventa politico, continuo a raccontarle. Se non me lo permettono, è un problema di censura». «Il testo dell'inno l'ho scritto nel maggio del 2012, poco dopo aver capito che alla Rai mi avevano estromesso da tutto. Sono caporedattore e inviato, dovevo occuparmi delle nuove iniziative sul web del Tg1. Ma da un anno, da quando ho fatto il nome di Grillo e in redazione proponevo di parlare di questo fenomeno, vivo in una sorta di limbo. Mi hanno tolto tutto, tanto che dopo 10 anni come inviato al Festival di Sanremo, quest’anno invece hanno mandato un collega. Mi hanno tolto anche la rubrica Tg1 Note, che curavo da tre anni, l’unico spazio Rai-Facebook dedicato ai talenti musicali emergenti, che tra l’altro superava il 30% di share».
Promotore di una petizione online per chiedere al dg Rai Gubitosi di realizzare un programma musicale che si rivolga davvero ai giovani che «in Rai non esiste e finora è stata sottoscritta da 12 mila persone» (http://leonardometalli.overblog.com/firma-per-i-nuovi-programmi-rai-cambiamo-la-tv), Metalli è forse tra le persone più indicate per parlare delle prossime mosse di Beppe Grillo e ad Elisabetta Malvagna dice: «Penso che, come ha promesso, farà parte di volta in volta di progetti condivisibili. Niente alleanze tour-court, inciuci, ma progetti seri e concreti». |