«Sentenze Berlusconi? Il governo non rischia»
Il premier Letta lo assicura incontrando i giornalisti stranieri: «Torneremo a sorridere». Quindi esalta l’integrazione europea: «L’ingresso della Croazia è positivo»
«Vedo il governo stabile e concentrato sui suoi obiettivi e non credo che ci saranno conseguenze di nessun tipo da parte di vi- cende esterne». Il premier Enrico Letta lo ha assicurato durante l’incontro con i gior- nalisti stranieri: «Torneremo a sorridere». Poi esalta l’integrazione europea: «L’ingres- so della Croazia è positivo».
Secondo il presidente del Consiglio, quindi, col sistema elettorale attuale, «solo le larghe intese» sono possibili: ne è convinto il premier secondo cui tornare a votare oggi sarebbe come tornare «alla casella partenza del gioco dell'oca». Quella attuale «è una situazione che non può consentire maggioranze che non siano maggioranze larghe», ha detto Letta. Ci sono «tutte le condizioni per fare le cose positive e applicare il programma sul quale il Parlamento ha dato la fiducia». «Sono passati solo 50 giorni» dall’inizio del lavoro, «e sento un sentimento molto positivo, sento che le cose stanno andando bene e le cose stanno andando come speravo: vedo tantissime difficoltà, ma ci metto tanta determinazione».
L’Unione europea, continua Letta, è una «storia di successo» e «non è vero che l’Europa è il problema del mondo», anche per questo l'Italia «farà di tutto» per fare in modo che la Gran Bretagna resti dentro «questa storia di successo», ha aggiunto il premier. «La mia visita a Londra è legata anche a far passare il seguente messaggio: è interesse dell’Italia e dell’Ue che la Gran Bretagna rimanga a bordo dell’Europa». Dal premier anche una considerazione sulle relazioni con la Svizzera, in particolare in vista di un futuro accordo sul segreto bancario: «Siamo nel momentum giusto, c’è la chiara volontà di giungere ad un'intesa positiva», ha quindi detto Letta, precisando che se ne riparlerà presto. Letta ha espresso preoccupazione invece per le relazioni Usa-Svizzera, dicendo che «non è un bel segnale» la bocciatura definitiva del parlamento di Berna di una intesa sul problema delle banche svizzere che hanno favorito l’evasione fiscale oltre oceano. |