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L'Amore declamato dentro un sogno diviene favola

Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij ha ispirato Claudio Capecelatro. Un romanzo breve ed intenso pubblicato per la prima volta nel 1848. Visconti ne girò un film...

 …un minuto intero di beati-
 tudine! E’ forse poco per
 colmare tutta la vita di un
 uomo?... Dostoevskij ed il
 suo testo. Ci si riscontra nel-
 la realtà, confondendoci
 l'apologo  svanisce. La meraviglia è il cuore che si innamora, senza trappole e scalpita per raggiungere il più alto dei sentimenti.
Chi di noi non sogna una dichiarazione d’Amore, ma di quelle vere?
Le notti bianche di Fëdor Dostoevskij ha ispirato Claudio Capecelatro. Un romanzo breve ed intenso pubblicato per la prima volta nel 1848. Visconti ne girò un film, nel 1957, lasciando il titolo originale, Le notti bianche, con protagonisti Marcello Mastroianni e Maria Shell. E nel 1971 Bresson fu ispirato dal romanzo stesso, intitolandolo il film Quattro notti di un sognatore.
Dostoevskij, per la sua narrazione, prese spunto dal periodo dell'anno in cui la Russia del nord, inclusa San Pietroburgo, vive il fenomeno de le notti bianche ove il tramonto del sole avviene alle 22.
Le notti bianche ...ricordi di un sognatore è il sogno. Il romanzo messo in scena è stato ospite alla Casa delle Culture di Roma dal 20 al 30 marzo. Quasi come da una favola sono usciti fuori due personaggi, un tipo, un osservatore della gente, non uno qualunque, un sognatore, interpretato da Claudio Capecelatro, nonchè regista dello spettacolo, e Xhilda Lapardhaja, nel ruolo di Nasten’ka, i quali hanno disegnato l'incanto.
Claudio Capecelatro entra in scena. Siede su una panchina. Una voce fuori campo, Igor Grigko, la maschile, intoduce narrando le prime intense righe della storia.
La panchina ed un lampione, che si illumina anche, diventano danzanti quando la pièce necessita quel movimento sulle note dei Beatles. Sullo schermo non si sono mai fermate video proiezioni, illustrazioni di Noberto Cenci, rievocando lo stile di Chagall, su dolci figure volanti nel cielo e piccole colline con dolci casette e lampioni, quasi a suggerire una fiaba per i bimbi o a vivere nel sogno. Simboli di Luna e Sole, temporali e brutto tempo, il grigio della pioggia, con delicati colori pastello. Il naif, stile semplice ed impattivo, non ha donato fronzoli, bensì una chiara e netta dinamica delle scene a cura di Andrea Croci.
Invitante, coinvolgente, sublime, intenso e poetico. Claudio Capecelatro nei panni del timido ometto, tra dizione e mimica facciale, in modo magistrale, interpreta il suo ruolo dimenandosi tra piccole e buffe camminate e stupori perfetti. E' affiancato da Xhilda Lapardhaja, partner intrigante per la sua pulizia di carattere ed il suo essere impacciata.
Quattro notti e un dialogo profondo. Quattro notti e l'Amore. Quattro notti e ruoli che si invertono. Quattro notti ed il sognatore loquace con la fanciulla che ascolta. Si ascoltano a vicenda, anche, le rispettive storie vengono espresse in un parco. Lui si innamora, al cuore non si comanda. Io non so tacere quando in me è il cuore a parlare...
Lei aspetta chi ama. Si fanno promesse, ma disattese, il sognatore ne rimase deluso. Il disincanto dell'Amore, ma nello stesso tempo l'attesa di quello vero. Quei forse mi potrei innamorare, fare spazio, provare almeno, ad innamorarsi di un'altra persona che ci capita di fronte. Lei, così candida, raccontandosi parla con la nonna, voce fuori campo di Svetlana Trofanchouk, con la quale vive.
Il sentimento non si frantuma, ma si concentra. Così è l'Amore che lascia, alla fine, il sognatore di nuovo solo, triste, con quella felicità che non spicca più il volo.
Mi viene da chiedere: "Si può dipendere da qualcuno per la propria felicità?". Convinzioni che quando si ama il cuore si apre al mondo, osservazione continua su di esso. Ma si, è così. E poi? Quando l'amore svanisce? Ci si siede sulla panchina un'altra volta a parlare con se stessi per sconfiggere quella solitudine che attanaglia e aspetta sempre che qualcuno la risvegli da quel tepore troppo avvolgente. La realtà odierna ne sa qualcosa, ma dietro un'atmosfera magica, così, ci si riesce a commuovere su parole d'Amore, il vero Amore, che non può non Amare l'Amato, quello vero. Speranza che scuote i più inermi degli animi.
Annalisa Civitelli
31-03-2014


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