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Agire

Roma e Milano, si dimettono i vicesindaci

Nella Capitale lascia Luigi Nieri, il numero due di Marino: «Vado via per difendere il Campidoglio». In Lombardia De Cesaris parla di «fiducia finita» con Pisapia

Roma e Milano perdono i vicesindaci. Nella Capitale, Luigi Nieri lascia il Campidoglio e con una lunga lettera riportata sul suo sito, parla di dimissioni irrevocabili dalla carica. «La mia è una decisione personale, non improvvisa e non dettata da ragioni oscure, né da nauseanti ragionamenti politicisti. È una scelta limpida che condivido con tutti voi con la chiarezza che ha sempre contraddistinto la mia storia politica».

Scrive ancora Nieri: «Quando ho accettato di fare il vicesindaco di Roma l’ho fatto per amore della mia città - mi permetto, inelegantemente, di sottolineare che ho fatto il vicesindaco a titolo gratuito - e perché ho creduto a un progetto politico con un chiaro profilo di sinistra. Il mio passo indietro, che nessuno mi ha chiesto di fare, ha alla base le stesse ragioni: l’amore per Roma e la convinzione che l’amministrazione Marino vada difesa a tutti i costi». Nieri viene citato più volte nelle carte dell’inchiesta Mafia Capitale, ma non sarebbe indagato, tuttavia è finito anche al centro di alcuni rilievi dei commissari prefettizi inviati in Campidoglio dall’ex prefetto Giuseppe Pecoraro. Nella relazione, infatti, i commissari hanno ribadito i fatti emersi dall’inchiesta, il legame con l’allora capo della cooperativa sociale 29 giugno, Salvatore Buzzi. Ma «proprio per queste ragioni non posso più tollerare che la mia persona sia usata, in maniera volgare e oscena, come strumento per attaccare Roma e un’amministrazione che ha fatto battaglie di cui la sinistra italiana può andare fiera». E spiega: «Se avessi pensato soltanto a me avrei continuato senza farmi scalfire da nulla. Ho le spalle larghe. Ma ormai è evidente che certi poteri, certe realtà che hanno sempre avuto interessi sulla città, condizionandone le scelte, poteri che io ho incessantemente combattuto, sin da ragazzo, hanno fatto di me il bersaglio perenne di attacchi che non si sono limitati a colpire la mia persona, - mai, e sottolineo mai, sfiorata dalle indagini di ‘Mafia Capitale’, portate avanti con serietà e rigore dalla Procura della Repubblica, che infatti non mi ha mai indagato - ma si sono spinti oltre per tentare di inquinare l’immagine dell’intera amministrazione di Roma e anche quella del mio partito, SEL, mai coinvolto in alcuna inchiesta giudiziaria».

A Milano, invece, il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris, ha rimesso le sue deleghe nelle mani del primo cittadino Giuliano Pisapia. La decisione di dimettersi è arrivata all’indomani di un duro scontro in consiglio comunale su una vicenda in sé di secondaria importanza, la realizzazione di un’area per i cani all’interno del Parco Trapezio a Santa Giulia. La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso: «Si tratta di una decisione presa dopo approfondite riflessioni sugli ultimi mesi di lavoro, che hanno messo in evidenza difficoltà non più sormontabili nella prosecuzione della mia attività amministrativa per il venir meno del rapporto di fiducia con una parte della maggioranza in Consiglio comunale. Soprattutto in vista delle importanti scelte che attendono la giunta in quest’ultima fase del proprio mandato, che richiedono una grande coesione e la massima condivisione politica possibile, ho ritenuto opportuno rimettere le deleghe. Voglio ringraziare il Sindaco Giuliano Pisapia, che mi ha offerto un’occasione straordinaria e che ha fatto di Milano una città in grado di volare, al centro dell’attenzione internazionale».

14-07-2015


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