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LA NEO EDIZIONI A PORDENONE LEGGE 2015 CON PAOLO ZARDI

Dopo lo Strega la Neo edizioni mette a segno un altro colpo di successo: Paolo Zardi con il suo romanzo XXI SECOLO è stato chiamato a Pordenone legge 2015, per un “fight reading” spalla a spalla con Enrico Macioci e Marco Peano contro gli assalti dei Papu.

Abbiamo fatto alcune domande ad Angelo Biasella, l’editore della Neo, nell’attesa di questa nuova avventura.

Dopo lo Strega la Neo con Paolo Zardi ed il romanzo approda a Pordenone legge 2015 e questa volta in una forma particolare, il “fight contest”. Da editore, come viene vista questa esperienza?

“Ogni occasione è buona per fare promozione, tanto più partecipare a una manifestazione importante e storicizzata come Pordenone legge. Nonostante la nostra presenza massiva sul web, l'incontro vis à vis tra autore e lettore resta un momento di confronto imprescindibile e stimolante.”

Può un “fight reading” influenzare i progetti di narrativa della Neo?

“Influenzare, direi di no. Mi piace pensare a noi come a editori che hanno le idee piuttosto chiare sul da farsi. Divertire, sicuramente. In questi tempi di vacche magre, ben vengano le manifestazioni difformi, la goliardia, gli sguardi laterali. Andiamo sempre a nozze con le iniziative poco ortodosse.”

Si parla spesso di Editoria Indipendente come vera talent scout di un tipo di narrativa, di nicchia, attraverso anche un rapporto speciale, filiale, con i propri scrittori. Oggi, con Pordenone legge 2015, la Neo come supporta Paolo Zardi? E che tipo di visione c’è con un autore di punta?

“Paolo Zardi ha avuto, ha, e avrà sempre il nostro totale supporto ma è un rapporto biunivoco, quasi simbiotico. Lui si spende per noi almeno quanto noi lo facciamo per lui. Con tutti i nostri autori cerchiamo di portare avanti un discorso che esula dal singolo libro che pubblichiamo. Alle spalle della Neo Edizioni c'è un'idea di letteratura sghemba e fortemente riconoscibile. Editori, collaboratori e autori concorrono a modellare un'offerta editoriale che è sempre futuribile ma assolutamente già presente. Quanto alla scoperta di nuovi talenti, l'editoria indipendente ha un passo in più ma non parlerei di maggiori capacità. Parlerei piuttosto di volontà/necessità. Gli editori indipendenti non possono permettersi anticipi esorbitanti. Gli autori famosi, ormai, campano molto di anticipi e poco di vendite. E i grandi editori non corrono rischi. Gli piace vincere facile. Ne consegue che tocca a noi fare gli scout. E non ci dispiace.
Avere un autore come Paolo Zardi e arrivare nella dozzina del Premio Strega fa sicuramente bene a noi ma fa anche, e soprattutto, puntare i riflettori sull'intero comparto dell'editoria indipendente. Un modo credibile per dire: i piccoli ci sono, esistono, e lavorano bene.”

Ci sono altri autori nella scuderia della Neo per il prossimo piano editoriale?

“Per motivi che non so spiegarmi, gli autori che scopriamo tendono a restare con noi. Quindi, abbiamo in cantiere alcune nuove opere degli autori di scuderia. In programma, comunque, ci sono anche dei nomi nuovi. Quelli, però, per scaramanzia, preferiamo ancora non palesarli.” 

Torniamo al romanzo, nel suo formato letterario, nella sua paramnesia collettiva, dove la civiltà, la nostra civiltà è dentro una sorta di retrospettiva prospettica, vista per come si presenterebbe alla fine, leggendola attraverso la teologia, la finzione, e poi anche con altri canoni ermeneutici, per scorgere un dettaglio, un frammento, un’esplosione atomica, o una wastland ecologica, o tutto.

In un imprecisato futuro del ventunesimo secolo, un uomo percorre le strade di un’Europa assediata dalla crisi e dalla povertàà. Vende depuratori d’acqua porta a porta fissando appuntamenti da desolati centri commerciali. Ogni giorno svolge il proprio lavoro con dedizione e rigore avendo come unica ragione di vita sua moglie e i suoi due figli.
Che sia un’intera società ad essersi illusa o un singolo individuo, la forza d’urto di una certezza che crolla dipende da ciò che si è costruito sopra.
Guardando dritto negli occhi un Occidente in declino, Paolo Zardi racconta il tentativo struggente di un marito di capire quali verità possano nascondersi sotto le macerie delle proprie certezze, lo sforzo commovente di un padre di proteggere la sua famiglia quando tutto sembra franare.
Opera al contempo intima e universale, XXI Secolo è una domanda fondamentale sull’identità e sulla capacità dell’animo umano di sondarne le profondità più nascoste; è il tentativo di comprendere quale significato possano ancora avere, negli anni che ci attendono, la parola “amore” e le sue molteplici forme.
“L’amore, quel lusso così borghese, era diventato una complicità turpe e commovente tra sopravvissuti”

Paolo Zardi, nato a Padova nel 1970, ingegnere, sposato, due figli, ha esordito nel 2008 con un racconto nell’antologia Giovani cosmetici (Sartorio). Successivamente ha pubblicato le raccolte di racconti Antropometria (Neo Edizioni, 2010) e Il giorno che diventammo umani (Neo Edizioni, 2013), spingendo molti a definirlo il miglior scrittore italiano di racconti vivente. Suoi il romanzo La felicità esiste (Alet, 2012) e il romanzo breve Il Signor Bovary (Intermezzi, 2014). Ha partecipato a diverse raccolte di racconti (Caratteri Mobili, Piano B, Ratio et Revelatio, Hacca, Psiconline, Galaad, Neo Edizioni) e suoi racconti sono stati pubblicati su Primo Amore, Rivista Inutile e nella rivista Nuovi Argomenti. È il primo autore italiano ad essere stato tradotto e pubblicato dalla rivista Lunch Ticket dell’Università di Antioch (Los Angeles) con il racconto “Sei minuti” in Antropometria, con la traduzione di Matilde Colarossi. Cura il seguitissimo blog grafemi.wordpress.com.

Alberto Sagna
17-09-2015

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