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Fermata una giovane foreign fighters italiana
La donna era entrata in contatto con le Sorelle musulmane via Skype e aveva preso il nome islamico di Khadija. Il marito, anche lui militante del Daesh, è morto in Siria
Una donna italiana, nata a Milano, si sarebbe radicalizzata, per diventare una foreign fighters e combattere sul fronte siriano. Per questo la notte scorsa è stata fermata come "indiziata di delitto" dalla Digos di Alessandria e con l’accusa di "associazione di con finalità di terrorismo internazionale".
La notizia oggi è stata riportata da diversi quotidiani. La giovane si chiama Lara Bombonati ed ha 26 anni. Era già stata in Siria e con ogni probabilità si preparava a farvi ritorno per combattere e pianificare attentati. Piemontese islamizzata con il nome di Khadija, è stata fermata a Tortona su richiesta della procura di Torino. Le indagini sono partite dalla denuncia di scomparsa presentata dai familiari della donna e del marito, Francesco Cascio, e dalle prime evidenze del processo di radicalizzazione della coppia, trasferitasi in Turchia tra giugno e ottobre 2014.
La posizione oltranzista assunta dai due giovani è apparsa subito evidente agli investigatori. Lara, con utenza jalyk, sarebbe entrata in contatto via skype con delle Sorelle musulmane mentre una delle utenze telefoniche (turca) in uso ai due era stata individuata nell'area del teatro bellico siriano. Successivamente, nel dicembre 2016 le utenze di entrambi erano state localizzate nei pressi della frontiera di Karbeyaz, via di accesso alla regione siriana di Idlib e Aleppo: l'ipotesi investigativa è che i due, dopo l'affiliazione al raggruppamento di foreign fighters provenienti da varie aree, abbiano garantito il proprio sostegno alla causa, l'uomo combattendo e la donna dando assistenza, logistica sanitaria e psicologica oltre che prestandosi a fare da staffetta verso il territorio turco.
Ai familiari, prima di partire, Lara e Francesco avevano detto di andare in Turchia "per studiare il Corano". Poi di loro non si è saputo più nulla, tanto che i genitori della 26enne ne hanno denunciato la scomparsa il 13 ottobre 2016. Cascio però sarebbe rimasto ucciso il 26 dicembre 2016 durante un'irruzione armata in un campo di addestramento in territorio siriano, mentre Lara-Khadija, espulsa e rimpatriata in Italia, è finita sotto la lente di ingrandimento della Digos alessandrina, che ne ha monitorato tutti i movimenti. |
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24-06-2017
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