Bimbi esclusi dalla mensa, c'è il dietrofront
Il comitato di solidarietà: «Stop alle donazioni. Raggiunto un primo obiettivo, servizi scolastici garantiti fino a dicembre». Attesa poi la pronuncia del Tar
«La brava Sara Casanova non ha chiuso la mensa scolastica agli immigrati, ma il Comune darà agevolazioni solo a chi ne ha realmente diritto». Così il vicepremier leghista Matteo Salvini a proposito del provvedimento della sindaca, leghista pure lei, a Lodi, con l'esclusione di alcuni bambini, figli di migranti, dalla mensa scolastica. Un'inversione di rotta frutto della dell'ondata d'indignazione che negli ultimi giorni ha attraversato la società.
«Termini come razzismo o apartheid sono così gravi che non vanno maneggiati a sproposito. Il Pd, dopo aver vaneggiato di nazifascismo in campagna elettorale, ora delira» ha detto ancora Salvini. Ma la sindaca non fa una piega: «Certamente il Regolamento rimane in vigore, la legge deve sempre valere per tutti. Dispiace - aggiunge Casanova - che non tutti condividano il principio di equità che sta alla base di questa delibera, che vuole mettere italiani e stranieri nella stessa condizione di partenza, né il successivo impegno preso dall'Amministrazione verso i cittadini che sono nell'oggettiva impossibilità di presentare la documentazione». Il riferimento è alla nota diramata dal Comune a fine settembre, a polemica già scoppiata: «Le domande presentate dalle famiglie appartenenti a Paesi extracomunitari sono all’esame degli uffici comunali».
Domenica il "Coordinamento Uguali Doveri", che si sta occupando del caso dei bimbi stranieri che a Lodi, dopo il varo del regolamento sui servizi sociali voluto dalla giunta leghista di Sara Casanova, non hanno più accesso alla mensa, annunciava la sospensione della raccolta fondi lanciata nei giorni scorsi. I responsabili del coordinamento annunciano infatti che i soldi raccolti permetteranno «di garantire l’accesso dei bambini lodigiani ai servizi scolastici». «A oggi – domenica 14 ottobre 2018, ore 15 – abbiamo ricevuto donazioni da più di 2.000 persone che hanno contribuito, con bonifici e pagamenti su PayPal, a raccogliere circa 60.000 euro», si legge in un pot su Facebook. «Le domande di accesso agevolato ai servizi arrivate al Comune di Lodi da parte di persone non comunitarie sono state – al 1° ottobre – 316 di cui 177 per la mensa, 75 per lo scuolabus, 43 per pre e post scuola, 23 per asilo nido. Sulla base di queste domande possiamo stimare un fabbisogno teorico per sostenere l’accesso dei bambini ai servizi per l’intero anno scolastico – ossia fino a giugno 2019 – di circa 220.000 euro. Per cui, a oggi, siamo sicuri di poter garantire l’accesso a tutti i bambini lodigiani esclusi dai servizi scolastici almeno fino a fine dicembre 2018, data in cui speriamo che il ricorso presentato al Tribunale di Milano contro il Comune di Lodi avrà annullato questa discriminazione». |