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«Possiamo crescere, dobbiamo ispirare fiducia»

Così il presidente Sergio Mattarella, al Palazzo del Quirinale, in occasione della cerimonia di consegna delle onorificenze dell'Ordine "Al Merito del Lavoro"

«Possiamo crescere, dobbiamo ispirare fiducia». Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in mattinata, al Palazzo del Quirinale, in occasione della cerimonia di consegna delle onorificenze dell'Ordine "Al Merito del Lavoro".

«L’affinamento delle qualità e i traguardi d’eccellenza sono sempre il risultato di un impegno costante e di una grande passione - spiega il capo dello Stato -. Il merito va riconosciuto perché presuppone fatica personale, sacrificio, e ancor più perché il valore prodotto diffonde i benefici in ambiti più vasti, spinge a un miglioramento generale, riverbera il vantaggio su altri attori e sul tenore della vita sociale. Peraltro, il merito è anche il portato dal contesto che lo esprime. I buoni risultati, gli avanzamenti negli studi e nella ricerca, i successi sul mercato, le espressioni più significative della creatività, della professionalità, dell’organizzazione aziendale raggiungono livelli più elevati proprio dove più robusti sono il tessuto della comunità, la sua cultura, le reti delle conoscenze, la predisposizione all’innovazione».

E ricorda il Presidente:
«Questo senso di comunità, di unità dei destini, non deve affievolirsi di fronte alle difficoltà e ai problemi che affrontiamo. Desidero sottolinearlo davanti a giovani che hanno conquistato ottimi risultati scolastici e che ora iniziano il cammino ulteriore con grandi speranze e ambizioni. Il successo non è mai pieno se è soltanto per se stessi. Vi è, di gran lunga, maggior soddisfazione quando le nostre potenzialità sono d’aiuto a una crescita più larga. Lo sviluppo sostenibile del Paese è strettamente connesso alla sua unità. L’Italia diverrà più forte se riuscirà a ridurre i divari esistenti tra Nord e Sud, tra città e aree interne, tra territori dotati di infrastrutture moderne ed efficienti e zone strutturalmente più svantaggiate. Sarà più competitiva, l’Italia, se tante imprese, che hanno potenzialità, riusciranno a compiere un salto in avanti in termini di dimensioni, di capacità manageriali, di sinergie, di progettazione per affrontare anche i mercati esterni. Sarà più solida e fiduciosa se riuscirà a colmare il divario tra occupazione maschile e femminile, se offrirà opportunità alle nuove generazioni riducendo in modo sensibile l’attuale, insostenibile livello di disoccupazione, particolarmente giovanile, se i suoi ragazzi decideranno di andare all’estero per migliorarsi e accrescere le proprie esperienze e non perché costretti dalla necessità».

E ancora: «L’unità nazionale non è soltanto un dato territoriale, o giuridico. L’unità si fonda sulla coesione della società, ed è minacciata dagli squilibri, dalle diseguaglianze, dalle marginalità, dalla mancata integrazione di gruppi e fasce sociali. Per questo il lavoro, come indica la nostra Costituzione, è elemento basilare dell’unità. Il lavoro per tutti: obiettivo a cui le politiche pubbliche devono tendere costantemente, cercando di rimuovere gli ostacoli che ne impediscono il pieno raggiungimento. Il lavoro resta la vera priorità, la bussola di ogni nostro sforzo. Per questo l’impegno degli imprenditori a rendere più forti le loro aziende, a investire, a cercare nuovi mercati, a innovare, a migliorare la qualità dentro la fabbrica e l’impatto con l’ambiente esterno, è altamente prezioso. Le istituzioni devono fare la loro parte, ma a creare il lavoro sono anzitutto le imprese, e compito di chi riveste funzioni pubbliche è rendere più agevole la loro positiva attività e più favorevoli le ricadute sociali dei risultati economici».

«L’economia italiana presenta buoni fondamentali, a cominciare da quelle risorse di cittadini e imprese rappresentate dal risparmio delle famiglie e dall’avanzo della bilancia commerciale - è la chiosa del Presidente Mattarella -. Siamo in grado di fronteggiare le difficoltà che abbiamo davanti. Possiamo crescere, e raggiungere migliori livelli di giustizia sociale. La più diffusa consapevolezza del bene comune aumenta la fiducia e la sicurezza nella società. Abbiamo assolutamente bisogno di ispirare fiducia. Le imprese lo sanno».
08-11-2018

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