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Ultrà morto, Salvini contro il giudice sportivo

Il ministro degli Interni: «Un errore chiudere gli stadi. Così si puniscono i veri tifosi che vanno distinti dai delinquenti. Certe partite mai più in notturna»

Continua lo scontro politico dopo la morte del tifoso varesino prima di Inter-Napoli, a Milano. E il ministro degli Interni Matteo Salvini si dice contrario alla decisione del giudice sportivo di chiudere gli stadi, parlando di punizione ai tifosi veri.

«Chiudere gli stadi e vietare le trasferte condanna i tifosi veri, che vanno distinti dai delinquenti, ed è la risposta sbagliata - ha detto Salvini -. Certe partite di calcio non si giocheranno più in notturna, quelle più a rischio si devono giocare alla luce del sole e con elicotteri che possano controllare i delinquenti», ha annunciato, a margine di un appuntamento nella sede della Direzione Anticrimine a Roma. Salvini ha sottolineato che al tavolo sull'argomento, in programma ad inizio anno, «proporrò che certe partite non si giochino più in notturna». Lo attacca l'ex premier Gentiloni: «Ora tutti a condannare le bande di #ultras. I loro cori razzisti, le aggressioni, la violenza contro le forze dell'ordine. Bene. Peccato che il ministro dell'Interno era andato a omaggiarli, questi #ultras, appena dieci giorni fa».

«Darei un segnale di cesura forte anche ricorrendo a una pausa nelle manifestazioni sportive, per una proficua riflessione di chi vi prende parte, ma lascio alle autorità competenti la valutazione», ha detto invece il premier Giuseppe Conte sulla morte dell'ultrà e i cori razzisti a San Siro. «Sono molto costernato - ha aggiunto -, scoprire e non è la prima volta che una manifestazione sportiva é occasione di scontri violenti, aggressioni civili e ci è scappato anche il morto».
 
«I cori razzisti sono discriminatori e incivili. Sospendere (il campionato)? Non sono dentro la logica del mondo dello sport, la mia sensibilità é che bisognerebbe dare un segnale forte, Giorgetti (sottosegretario allo sport, ndr) ha detto lo stesso», ha aggiunto. «Da cittadino dico che sono comportamenti inaccettabili e servirebbe una severa sanzione».

28-12-2018

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