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IL GOTHIC NOVEL DI TIZIANO FRATUS

Inserito nel ciclo narrativo “Agreste”, Waldo Basilius è la fiaba gotica di Tiziano Fratus pubblicata da Pelledoca, nella Collana “Occhiaperti” con illustrazioni di Emanuele Giacopetti, che esplora il modo dell’emarginazione, il destino dei diversi.
Waldo Basilius viene ritrovato in un piccolo villaggio dai vigilanti della foresta mentre facevano ritorno con il carico di legna. Era rannicchiato come una talpa e accanto a lui c’era un biglietto con scritto “abbiate cura del nostro bambino”, indicando il nome.
Nel villaggio dei Nasi grinzosi nascono tutti vecchissimi e ringiovaniscono dopo secoli e secoli, senza poter assomigliare nel momento della nascita a un essere giovane, fragile.
Tiziano Fratus fa entrare il lettore da subito nel mondo dei diversi, innestando nella fiaba elementi naturali rimescolati tra loro, il rapporto di convivenza con il piccolo Waldo Basilius che sembra vivere la sua vita da fantasma in un luogo dove tutti parlano al contrario, un alfabeto strano, fanno al contrario tutte le cose del giorno, lavorano di notte, escono solo di notte, e le donne abitano sole, dentro singole grotte a forma di casa.
Il popolo dei Nasi grinzosi è composto da strani giganti e nella foresta il piccolo Waldo viene adottato dalla signora Magher che cercherà di allevarlo, come uno di loro.
In questa sua vita da diverso, ignorato da tutti, troverà un nuovo percorso attraverso la foresta, gli alberi, in un modo di insetti e piante che diventano la guida, la via di crescita, per comprendere che l’altrove è solo un universo alla rovescia dove anche lì c’è spazio per i sentimenti, che sono uguali ovunque, tra gli uomini e i Nasi grinzosi.

La fiaba diventa un romanzo di formazione con molte allegorie formate sulla scia di antichi riti, per riportare alla luce la contrapposizione tra il mondo degli adulti e la ricerca di strumenti per costruire una civiltà d’appartenenza a un bambino che cresce, e per difendersi da un ambiente ostile.

Non è un caso che il terzo capitolo viene chiamato “Il cambio del mondo”.
Lì viene messa a punto dall’autore la sequenza che porterà alla salvezza, la ricerca affannosa, cieca, di pace, una tana nel bosco. E Waldo inizia ad ascoltare il silenzio della foresta. Proprio qui troviamo il senso di una delle allegorie disseminate sul terreno da Tiziano Fratus, con precisione, sulla condizione dello “straniero”:

“Tutto segue una legge logica, si capovolge la legge della vita, e quel che viene dopo nasconde per sempre quello che c’era stato prima. Soltanto coloro che avevano visto le case innalzarsi, le famiglie costituirsi, i vecchi diventare meno vecchi e i meno vecchi adulti e gli adulti quasi giovani, avrebbero potuto capire cosa c’era stato qui, prima di questo pugno di nel fango”.

Il doppio binario di questa fiaba trasporta il lettore dentro un racconto epico, di sentimenti, ricco di spunti funzionali alla ricerca della vita intessuta tra le radici del protagonista.

Tiziano Fratus in vent’anni di lavoro ha pubblicato opere per editori quali Mondadori, Feltrinelli, Einaudi, Bompiani, Laterza, Ediciclo. Fra i suoi titoli più apprezzati Manuale del perfetto cercatore d’alberi, I giganti silenziosi, Ogni albero è un poeta, L’Italia è un bosco, Il libro delle foreste scolpite, Il bosco è un mondo, Un quaderno di radici, Il sole che nessuno vede. Le sue liriche sono state tradotte in dieci lingue e pubblicate su rivista o in volume in sedici paesi. Collabora coi quotidiani «La Stampa» ed «Il Manifesto» e conduce il programma Nova Silva Philosophica su Radio Francigena. Vive nella campagna piemontese, laddove si esaurisce la costanza della pianura e si snodano le radici delle montagne. Sito: studiohomoradix.com
Alberto Sagna
15-01-2019


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