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«No a rimpasto, ma approvare leggi in agenda»

Così Salvini dopo la vittoria del centrodestra (col candidato di Fratelli d'Italia Marsilio) alle elezioni regionali con quasi il 50% dei voti e Lega prima partito

Marco Marsilio è il nuovo governatore dell'Abruzzo. Il candidato di Fratelli d'Italia, che correva per tutto il centrodestra (Fdi, Lega, Forza Italia, Udc-Dc-Idea e Azione Politica), conquista quasi il 50% dei voti. Seguono il candidato del centrosinistra Giovanni Legnini (che supera il 30%) mentre crolla il Movimento 5 Stelle con Sara Marcozzi: è solo al 20% (un anno fa era al 40%).

Boom della Lega che diventa il primo partito nella regione (alle precedenti elezioni regionali del 2014 non era nemmeno presente) con oltre il 28%. In calo anche il Pd. Affluenza in calo al 53,12%. «Grazie Abruzzo! Grazie Italia. Più forti degli attacchi, delle bugie e delle polemiche: da domani al lavoro!», ha scritto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, su Twitter. Secondo il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, il voto dell'Abruzzo ha confermato che «il centrodestra è la maggioranza naturale fra gli elettori». Un voto «importante per il futuro della politica italiana», ha detto. A festeggiare la vittoria di Marsilio la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, arrivata in nottata a Pescara al comitato Marsilio presidente. «Una giornata storica - ha detto Meloni - FdI riesce a esprimere il suo primo presidente di Regione». «Con questa squadra daremo un futuro all'Abruzzo come meritano gli abruzzesi», ha proseguito sottolineando che la «priorità assoluta è la Ricostruzione» dopo il 2016 e 2017.
 
In casa centrosinistra si guarda al risultato del progetto politico, con 7 liste (Legnini Presidente, Abruzzo Insieme,
Avanti Abruzzo, Abruzzo in Comune, +Abruzzo, Progressisti per Legnini, Centristi per l'Europa-Solidali e popolari) e il Pd. «Siamo oltre il 30%, vorrei ricordare che l'anno scorso il centrosinistra in Abruzzo il centrosinistra compreso Leu ha conseguito un risultato del 17,6%, abbiamo avuto 10 punti in più ma non è stato sufficiente. Si tratta di un punto di partenza e oltre il 30% ottenuto in due mesi, mi sembra un risultato importante», ha detto Legnini.
Nel Movimento 5 stelle Marcozzi attacca le «ammucchiate». «Non abbiamo nulla da rimproverarci. Ci è stata confermata la fiducia di 5 anni fa. La debacle è del Pd dal 25% del 2014 al 9-10% di quest'anno, stessa cosa per Forza Italia dal 16% al 10%. È successo quello che dicevamo da anni».

Salvini intanto rassicura gli alleati sconfitti: «Al governo non cambia niente, nessun cambio, nessun rimpasto, il lavoro continua». Il vicepremier e ministro dell'Interno è intervenuto in una conferenza stampa alla Camera. «È un voto abruzzese, non credo che gli amici dei 5 stelle debbano temere nulla. Assurdo che ci sia chi festeggia di non governare più. Poi se uno si accontenta di perdere, va bene così. Sono felice che il Pd festeggi le sconfitte», ha proseguito il vicepremier. «Se posso mi vedrò con Luigi Di Maio e Conte», ha detto ancora il titolare del Viminale. «Fossi nei 5s non sarei preoccupato: hanno preso il voto delle ultime regionali, difficilmente traducibile sul piano politico. Le europee sono un appuntamento più politico», ha argomentato Salvini. «Lo faremo a tempo debito. Oggi non è all'ordine del giorno riaggiornare il contratto di governo. Per il governo non cambia nulla», ha proseguito.
11-02-2019

Linear

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