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Agire
Bocciata l’educazione civica a scuola

Il parere del Consiglio superiore dell’istruzione è obbligatorio ma non vincolante. La decisione spetta al neo ministro Lorenzo Fioramonti: partire subito o rinviare di un anno

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha espresso parere negativo all’unanimità all’avvio fin da quest’anno dell’Educazione civica a scuola. Il ministro uscente, il leghista Marco Bussetti, era riuscito a trovare un escamotage per superare l’impasse giuridica e far partire la nuova materia con tanto di voto in pagella da subito sotto forma di «sperimentazione scolastica». Ma potrebbe non bastare.

A causa di un ritardo di qualche giorno nella pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, in teoria l’insegnamento avrebbe dovuto essere rinviato di un anno. Ma il ministro uscente, come accennato, aveva trovato una scappatoia. Mancava a questo punto solo l’ultimo timbro: quello del Cspi, organo consultivo il cui parere è obbligatorio ma non vincolante. A questo punto tocca al nuovo ministro, il grillino Lorenzo Fioramonti, esprimersi. E la decisione è tutta politica: partire comunque, forti del consenso politico raggiunto in Parlamento (dove il provvedimento è stato approvato all’unanimità con la sola astensione del Pd e solo al Senato) o rinviare di un anno per dare alle scuole modo e tempo di organizzarsi meglio.
11-09-2019


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