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Agire
Brexit all'ultimo voto sull'accordo con l'Ue

C'è l'intesa, ma un emendamento può far rinviare ancora tutto. Johnson: «Così riprenderemo il controllo dei confini, delle leggi, del commercio, agricoltura e pesca»

A Westminster sfida all'ultimo voto sull'accordo con Bruxelles in chiave Brexit. Per il premier Johnson si apre una battaglia dall'esito non scontato, con laburisti, nazionalisti scozzesi e unionisti nordirlandesi ancora contrari. In mattinata arriva l'intesa, ma un emendamento potrebbe far saltare tutto.

Johnson dunque chiede al Parlamento di approvare l'accordo da lui raggiunto sulla Brexit con l'Ue e avverte la Camera dei Comuni che «ora è arrivato il tempo» di decidere. Aprendo oggi il dibattito straordinario sul deal alla Camera dei Comuni, il primo ministro conservatore ha ricordato come l'aula non sia stata «in grado di trovare» una soluzione per oltre tre anni dopo il referendum del 2016. Johnson ha difeso il suo deal come «un nuovo accordo» che va ratificato per «riunire il Paese». Ma l'ultimo colpo di scena è dunquee l'"emendamento Letwin" (dal cognome del parlamentare conservatore primo firmatario) e stamane verrà allegato al controverso accordo di uscita dall'Ue che Boris Johnson ha ottenuto a Bruxelles, scaricando gli unionisti nordirlandesi del Dup.

In precedenza Johnson aveva rivendicato ai Comuni i meriti dell'accordo sulla Brexit, indicato come «un nuovo modo per andare avanti». Accordo, ha detto, che «rimuove il backstop», «ci ridà il controllo» e che in particolare garantisce sia l'intesa di pace irlandese del Venerdì Santo sia il legame fra l'Irlanda del Nord e il resto del Regno Unito. Il premier Tory ha notato inoltre come esso rispetti il referendum del 2016 e i sentimenti dei britannici: storicamente «scettici sull'Ue», ma desiderosi di mantenere i legami con l'Europa. Il premier britannico ha detto no a ogni ipotesi di un ulteriore rinvio della Brexit oltre il 31 ottobre, anche in risposta a un emendamento presentato oggi. Un rinvio sarebbe «insensato, costoso e corroderebbe profondamente la fiducia pubblica», ha affermato Johnson in apertura del dibattito sull'accordo di divorzio dall'Ue da lui raggiunto con Bruxelles. Un altro rinvio dopo tre anni e mezzo di attesa non ha senso, ha insistito, quando sul tavolo c'è «un nuovo grande accordo» che può essere approvato.
19-10-2019

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