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L'Ue taglia le stime di crescita dell'Italia

Le previsioni economiche autunnali della Commissione. Il nostro Paese ultimo in Europa: +0.4% nel 2020. E avvertono: dubbi sulle misure anti-evasione in Manovra

La Commissione taglia le stime di crescita per i Paesi dell’Unione. E da Bruxelles arrivano anche dubbi sulla manovra di bilancio del governo del premier Giuseppe Conte. È questo il quadro fosco tratteggiato in mattinata dalla Commissione europea nelle sue previsioni d’autunno.

La crescita, fanno sapere, nel 2020 dovrebbe comunque resistere, ma i fattori di incertezza sono numerosi. E l’Italia resta fanalino di coda. Mentre 11 Paesi della zona euro su 19 dovrebbero registrare un pareggio o un attivo di bilancio, infatti, il Belpaese continuerà l’anno prossimo a fare i conti con un disavanzo elevato, secondo Bruxelles più elevato di quanto stimato dal governo Conte. La crescita economica della zona euro dovrebbe essere dell’1,2% nel 2020 e nel 2021, rispetto a un previsto 1,1% nel 2019. In compenso, il tasso di disoccupazione dovrebbe continuare a scendere, dal 7,6% nel 2019 al 7,3% nel 2021. La ragione è soprattutto da ricercare nei recenti cambiamenti avvenuti nel mercato del lavoro, con un trasferimento dell’occupazione dall’industria ai servizi.

Ma in Italia, la ripresa che dovrebbe avere luogo nel 2020 (dallo 0,1% di quest’anno allo 0,4% dell’anno prossimo), rischia di essere molto debole rispetto a quanto registrato in altri Paesi della zona euro. A titolo di confronto, in luglio Bruxelles si aspettava una crescita italiana dello 0,7% (la previsione di Roma è attualmente dello 0,6%). La Commissione europea prevede un deficit al 2,3% del prodotto interno lordo nel 2020, più alta rispetto a una stima del ministero dell’Economia del 2,2% del Pil. Ma non solo la crescita è bassa rispetto alla media (0,4% rispetto all'1,2%), ma il nostro Paese continua a fare i conti con un deficit elevato, rispetto a quelli di molti partner nell’unione monetaria. Secondo le stime della Commissione europea, ormai 11 paesi su 19 registreranno nel 2020 un bilancio in pareggio o in attivo.

«Per ora, l’economia europea ha mostrato di resistere in un contesto meno positivo. Tuttavia potremmo dover affrontare acque tempestose: un periodo di elevata incertezza a causa di conflitti commerciali, crescenti tensioni geopolitiche, debolezza persistente nel settore industriale e la stessa Brexit. Esorto tutti i Paesi con un alto debito a perseguire politiche di bilancio prudenti, portando il debito su un cammino calante», ha detto il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis.
07-11-2019

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