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Turismo, sale ancora la tassa di soggiorno

Nelle località dove i visitatori sono 20 volte i residenti si pagherà fino a 10 euro. E spunta l’emendamento sull’8 per mille: da destinare all’edilizia scolastica

Rischio stangata per i turisti delle città più vistate d’Italia. Nel decreto fiscale, infatti, spunta una norma che raddoppia la tassa di soggiorno nelle località più amate e visitate dell'Italia. Quelle mete che registrano un flusso di visitatori superiore di almeno venti volte il numero dei residenti.

La modifica al decreto fiscale è stata approvata dalla Commissione Finanze della Camera. L’emendamento, a prima firma della parlamentare Dem Martina Nardi, è stato riformulato per aumentare il tetto massimo della tassa pagata dai turisti, fissato, al momento, a un massimo di 5 euro.

Attualmente, la tassa di soggiorno è applicata in oltre mille comuni e pesa sulle tasche di coloro che sostano nelle strutture ricettive e turistiche. Secondo i dati del Cna turismo e commercio, l’imposta ha portato nelle casse dell’erario qualcosa come 600 milioni di euro, con un netto incremento rispetto all’anno precedente. A guidare la classifica dei comuni che più beneficiano di tale imposta, c’è Roma: da sola, la Capitale raccoglie il 22% degli introiti totali. Sul secondo gradino del podio c’è Firenze, poi Venezia.

Fra le novità dell’ultima ora del decreto fiscale, infine, arriva anche l’emendamento che di fatto destina l’8 per mille di competenza statale delle dichiarazioni dei redditti 2019 degli italiani alla ristrutturazione delle scuole pubbliche. C’è anche il bonus Tari per le famiglie numerose.
30-11-2019


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