205.463 contagi, 27.967 morti e 75.945 dimessi
I dati di uno studio cinese: tutti i malati sviluppano gli anticorpi. Iss: «R0 sotto 1 in tutte le regioni italiane». Remuzzi: «Con fase 2 dovremo saper gestire nuovi malati». Ok Cdm al dl Bonafede con misure per privacy app "Immuni"
Dall’inizio dell’epidemia di Coronavirus, sono almeno 205.463 le persone che hanno contratto il virus Sars-CoV-2 (+1.872 rispetto a ieri, prima volta sotto quota 2.000). Di queste, 27.967 sono decedute (+285) e 75.945 (+4.693) sono state dimesse. Attualmente i soggetti positivi dei quali si ha certezza sono 101.551. I pazienti ricoverati con sintomi sono 18.149 ; 1.694 (-101) sono in terapia intensiva.
In Lombardia, 75.732 persone (+598) ler persone risultate positive al Sars-CoV-2 dall’inizio dell’epidemia di coronavirus. Di queste, sono decedute 13.772 persone (+93) e ne sono guarite e dimesse 51.166 (+819), i ricoveri in ospedale sono 6.834 rispetto ai 7.120 di ieri (-286), quelli in terapia intensiva 605 (-29). I tamponi effettuati sono stati 376.643 (+ 11.048 rispetto ai 14.472 di ieri).
Questi nel dettaglio i dati. La provincia più colpita è quella di Milano: i casi sono passati a 19.337 (+216, la crescita ieri era stata +284). Seguono Brescia 12.861 (+55), Bergamo 11.313 (+22), Cremona 6.037 (+14), Monza 4.704 (+30). Milano città registra 8.158 casi (+56), ieri l’aumento era stato +86.
Il tasso di contagiosità del nuovo coronavirus R0 è sotto 1 in tutte le regioni. «La curva dell'epidemia di Covid-19 continua sostanzialmente a decrescere nel numero di sintomatici e dei casi in tutte le regioni». A dirlo è il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), Silvio Brusaferro, nella conferenza stampa organizzata dall'Istituto. Brusaferro ha poi ricordato che ad oggi in Italia «ci sono ancora 74 Comuni zone rosse in sette Regioni». Le vittime del coronavirus (oltre 25mila), ha detto ancora il presidente dell'Iss, «avevano nell'84% dei casi più malattie: due o tre».
Dalla Cina una notizia attesa, rilanciata via twitte dal professor Roberto Burioni, con tanto di tabella che conferma: chi guarisce da Covid-19 sviluppa anticorpi. In quantità diverse, ma li produce. «Seppure in quantità variabili - twitta - i pazienti guariti da Covid-19 producono anticorpi contro il virus. Questo è bene perché rende affidabile la diagnosi sierologica e, se gli anticorpi fossero proteggenti, promette bene per l'immunità». E linka lo studio cinese su Nature Medicine, che conferma: a 19 giorni dai sintomi il 100 per cento dei pazienti esaminati (285) avevano sviluppato le IgG contro Sars-CoV-2. Con livelli diversi, ai quali peraltro - precisano gli autori - non corrispondevano particolari caratteristiche cliniche dei pazienti.
«Ogni anno, povertà e conflitti figurano tra le prime cause di malattie e di morte al mondo. E restando ancora chiusi in casa, esiste la possibilità di conflitti sociali più forti che mai - dice Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, al Corriere della Sera -. Il Governo, prendendo in considerazione nel suo dossier 92 scenari possibili, non ha idea di cosa succederà. Non lo sa nessuno e questa è la verità che andrebbe detta, anche se a livello statistico la previsione peggiore (151mila ricoveri in terapia intensiva) è improbabile e sovrastimata». «La fase 2 non è soltanto un tema economico perché riaprire è anche una questione di salute, fisica e mentale. Occorre infatti dire la verità: riaprire significa avere quasi automaticamente un certo numero di nuovi malati. E non stiamo parlando di poche decine. A giugno potrebbe succedere».
Mercoledì sera è arrivato il via libera del Consiglio dei ministri al decreto Bonafede che include misure sull'ordinamento penitenziario e misure legate alla tutela della privacy in relazione all'app "Immuni". Su quest'ultima parte, spiegano dal governo, sono state apportate alcune modifiche rispetto alla bozza del provvedimento circolata negli ultimi giorni. Viene quindi specificato che il mancato utilizzo dell'applicazione non comporta alcuna limitazione o conseguenza in ordine all'esercizio dei diritti fondamentali. I dati personali raccolti sono esclusivamente quelli necessari ad avvisare gli utenti dell'applicazione di rientrare tra i contatti stretti di altri utenti accertati positivi al Covid- 19, nonché ad agevolare l'eventuale adozione di misure di assistenza sanitaria in favore degli stessi soggetti. L'uso della app, nonché ogni trattamento di dati personali sono interrotti alla data di cessazione dello stato di emergenza (31 luglio) e comunque non oltre il 31 dicembre 2020, entro cui tutti i dati personali sono cancellati o resi anonimi. |