METEO
BORSA
01/10/2020 15:22
CRONACA
UTILITIES
Oroscopo del Giorno
Mappe
Treni: Orari e Pren.
Alitalia: Orari e Pren.
Meridiana: Orari e Pren.
Airone: Orari e Pren.
Calcolo Codice Fiscale
Calcolo ICI
Calcolo Interessi Legali
Calcolo Interessi di Mora
Verifica Partite IVA
Ricerca C.A.P.
Ricerca Raccomandate
Ricerca Uffici Giudiziari
Gazzetta Ufficiale
Agire
Garlasco, legale di Stasi: riaprire processo

Chiesta revisione: «Trovate prove decisive». Secondo l’avvocato del 36enne si può ribaltare una sentenza definitiva: «Abbiamo argomenti nuovi, mai valutati prima»

«È stata depositata una articolata richiesta di Revisione della sentenza che ha condannato a 16 anni di reclusione Alberto Stasi per la tragica morte di Chiara Poggi». A dirlo l’avvocata Laura Panciroli, nominata nel dicembre scorso proprio «per una completa rilettura della complessa vicenda processuale, finalizzata alla sua revisione».

Stasi, 24 anni all’epoca dei fatti, oggi 36enne, a dicembre 2015 è stato condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione ed è ora detenuto nel carcere di Bollate per l'assassinio di Chiara Poggi, sua fidanzata, uccisa a Garlasco (Pavia) il 13 agosto del 2007. «Sono stati individuati e sottoposti al vaglio della competente Corte di Appello di Brescia elementi nuovi, mai valutati prima, in grado di escludere, una volta per tutte, la sua responsabilità», dichiara l’avvocata Panciroli. La revisione di una sentenza definitiva è un provvedimento rarissimo, che come presupposto deve avere nuove prove di straordinaria importanza, non disponibili e neppure immaginabili all’epoca del dibattimento. «Le circostanze su cui era basata la sua condanna (le stesse, peraltro, sulle quali era stato prima, ripetutamente, assolto) sono ora decisamente smentite. Si è sempre dichiarato innocente e in molti hanno creduto che la verità andasse cercata altrove. Ora ci sono elementi anche per proseguire le indagini».

L'avvocata quindi spiega: «Posso dire che abbiamo scelto argomenti nuovi, mai valutati prima, e a nostro avviso decisivi e seri. Quella sentenza è stata una forzatura, censurabile sotto tanti punti di vista. Nel tempo si sono aperti nuovi scenari, noi ci siamo concentrati su quelli più argomentabili». Si attende ora l’eventuale ammissibilità della richiesta da parte della corte di Appello di Brescia.
23-06-2020


Copyright 2006 © Cookie Policy e Privacy