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Scuola, si riparte il 14 settembre

Accordo Stato-regioni sulle linee guida. Tamponi e distanza di 1 metro, turni, ingressi scaglionati. Il no di De Luca. Azzolina: «Necessario comunque un miliardo in più»

Ok al testo definitivo delle linee guida per la riapertura delle scuole il 14 settembre. La conferenza Stato-Regioni sul tema scuola si è conclusa dunque con l'intesa tra Regioni ed Enti Locali che hanno dato oggi il via libera alle nuove linee guida per il rientro.

Le linee guida del Comitato tecnico scientifico del 28 maggio scorso hanno diversi punti fermi, tra cui la mascherina, sia negli spazi comuni sia in classe seduti al banco ma, su richiesta dei Governatori, arriva un aggiornamento: prima dell’avvio dell’anno scolastico il Cts si riserva di tornare sull’argomento, perché qualora la situazione sanitaria lo permettesse, la mascherina potrebbe essere tolta una volta seduti al banco. Anche perché i banchi saranno opportunamente posizionati a distanza: almeno un metro. Il metro di distanza resta confermato sia negli spazi comuni, come i corridoi o il cortile, sia in classe tra i banchi dunque

«La Regione Campania nella Conferenza delle Regioni e anche in conferenza Stato Regioni manterrà il dissenso rispetto al ministro della Pubblica Istruzione. Non daremo l'intesa, non diremo che siamo d'accordo con le misure che si vanno a prendere, perché abbiamo considerato irresponsabile decidere di andare al voto il 20 settembre - dice il presidente della Campania, Vincenzo De Luca -. Non è stato definito ancora l'organico, apriamo l'anno scolastico e non sappiamo su quanti docenti possiamo contare. Non ci sono fondi sufficienti per l'edilizia scolastica e gli arredi. Espliciteremo il nostro dissenso e la nostra critica ferma al ministro della Pubblica Istruzione che ha consentito che i problemi della scuola diventassero marginali rispetto agli interessi della politica politicante».

Dal canto suo, la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, ha definito l'accordo un «lavoro complesso ma realizzato tutti insieme» in cui è «stata buona politica per il bene della scuola» e si è ottenuto un «risultato importante». La ministra ha infine rimarcato: «È necessario il miliardo in più per la scuola che ho chiesto».
26-06-2020


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