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Agire
Iss: rischio alto in Lazio, Veneto e Liguria

Così in mattinata il direttore della prevenzione del Ministero della Salute, intervenendo al Forum Risk Management di Arezzo: «Vaccino? Per ora non ai bambini»

Gianni Rezza, direttore della prevenzione del Ministero della Salute, intervenendo al Forum Risk Management di Arezzo, sottolinea che «l'Rt tende a non scendere più, c'è la tendenza a un'inversione in atto» e per questo motivo in questo periodo «dobbiamo avere atteggiamenti previdenti». Con l'obiettivo di «evitare che l'epidemia riparta durante la campagna vaccinale: questo è un rischio da scongiurare».

«Nelle scorse settimane abbiamo visto una tendenza positiva, ma ora abbiamo un numero di decessi ancora alto, siamo sopra-soglia per i posti occupati in area medica e intensiva. Non stanno più scendendo l'Rt e l'incidenza. In questa situazione si impone prudenza» ha aggiunto rezza. Parlando di vaccini, poi, ha sottolineato: «Per ora non è previsto l'inserimento dei bimbi nella campagna vaccinale. E questo per diversi motivi: non mi risultano ci siano sperimentazioni su bambini. Inoltre sono meno suscettibili al Sars-Cov-2 e più raramente hanno sintomi e malattia gravi. Terzo non sono stati identificati come popolazione che sostiene la trasmissione dell'infezione nella comunità».

«Si inizierà a vaccinare il 27 dicembre prima con poche dosi, dopo con sempre più dosi. Si incominceranno a proteggere persone fragili o esposte, come gli operatori sanitari. Passeranno dei mesi prima di vedere degli effetti a livello di popolazione - dice Rezza -. L'impatto della pandemia da Covid-19 sulla salute dei pazienti: l'esempio dell'Hiv. Naturalmente non si otterrà un effetto immunità di gregge fino a che non si vaccinerà gran parte della popolazione, il 60-70% non abbiamo identificato a differenza dell'influenza dei veri amplificatori dell'epidemia. Per l'influenza sono ragazzi, scuola, bambini, nel caso del Covid non sappiamo bene. E quindi non vacciniamo per proteggere gli altri ma per dare protezione diretta a persone che vengono vaccinate, fragili, vulnerabili, esposte».

Nel pomeriggio i dati: l'Rt nazionale torna a salire, raggiungendo quota 0,86. Il report settimanale dell'Istituto superiore di Sanità (Iss) relativo alla settimana 7 - 13 dicembre 2020 (dati aggiornati al 16 dicembre 2020) conferma dunque un indice di trasmissione del Covid che torna superiore a 1 in Lazio, Veneto e Lombardia.
«Si osserva per la prima volta un segnale di controtendenza dell'indice Rt della trasmissibilità rispetto alla settimana precedente nell'intero Paese, con ritorno di tre Regioni ad una trasmissibilità compatibile con uno scenario di tipo 2 (Lazio, Lombardia e Veneto)», evidenzia la bozza del monitoraggio settimanale Iss-ministero della Salute. Questo si realizza in un contesto europeo caratterizzato da un nuovo aumento nel numero di casi in alcuni paesi Europei (es. Regno Unito, Olanda e Germania). L'indice di trasmissibilità Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,86, in salita rispetto allo 0.82 del monitoraggio della scorsa settimana. Si riscontrano valori di RT puntuale inferiore a 1 in 16 Regioni/PPAA. 

«L'incidenza in Italia rimane ancora troppo elevata e l'impatto dell'epidemia è ancora sostenuto nella maggior parte del Paese. Tale situazione non permette un allentamento delle misure adottate nelle ultime settimane e richiede addirittura un rafforzamento delle stesse in alcune aree del paese», sottolinea l'Iss. Complessivamente, però, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione da 3.345 (08/12/2020) a 3.003 (15/12/2020). Anche il numero di persone ricoverate in aree mediche è diminuito passando da 30.081 (08/12/2020) a 27.342 (15/12/2020). La diminuzione dell'incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni - spiega l'Iss - è tuttavia «ancora lontano da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull'intero territorio nazionale dell'identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti. Questo approccio ha mostrato i primi segni di criticità quando il valore a livello nazionale ha superato i 50 casi per 100.000 in sette giorni».
18-12-2020


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