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M5S, Rousseau: 59,3% di sì al governo Draghi da 74.537 votanti

Alla fine ha prevalso il sì nella votazione della base M5S sulla piattaforma dei 5 Stelle per scegliere se dare o meno il sostegno all'esecutivo guidato dall'ex presidente Bce

Mentre il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi prepara la propria la squadra, puntando a chiudere entro sabato, prende il via sulla piattaforma Rousseau la votazione degli iscritti. Il voto sarà possibile fino alle 18 e i risultati, si legge sul blog delle Stelle, saranno pubblicati dopo le 19. «Gli aventi diritto che possono esprimere il voto ammontano a 119.570. Il sistema del voto è partito regolarmente alle 10, in 5 minuti hanno votato 2.820 aventi diritto». A dirlo il notaio Valerio Tacchini che presiede le operazioni di voto del quesito sulla piattaforma Rousseau sull'appoggio al governo Draghi.

Alla fine ha prevalso il sì: su quasi 120 mila aventi diritto al voto, a esprimersi sono stati poco più di 74 mila. I sì sono stati il 59,3% (44.177); i no il 40,7% (30.360).

È «nuovo modello di partecipazione, un passo avanti importante verso un concetto di cittadinanza digitale che si sta sempre più affermando con grande interesse anche dall’estero per capire come questo modello sta funzionando». Così Davide Casaleggio, parlando del voto di oggi, aggiungendo come a decidere il quesito sia stato Vito Crimi. «So che negli ultimi giorni ci sono state diverse istanze da molti senatori per inserire l'opzione di astensione, però parlando anche con Vito Crimi mi ha garantito che questa opzione verrà contemplata qualora dovesse vincere il no - aggiunge Casaleggio -. Qualora vincesse il no sarà necessario definire se la posizione del M5S sarà di voto negativo alla fiducia o di astensione». Sulla possibilità di una seconda votazione, risponde: «A questo ovviamente non posso rispondere io, sarà il capo politico a decidere. Io spero che ci sia una grande partecipazione al voto».  

Però nel Movimento lo scontro diventa sempre più aspro. La votazione indetta su Rousseau è «tendenziosa e palesemente volta a inibire il voto contrario alla partecipazione del M5S al governo Draghi». A scriverlo mercoledì sera in una nota congiunta 13 parlamentari cinquestelle. «La motivazione addotta per il rinvio del voto su Rousseau era l’asserita esigenza di attendere lo scioglimento della riserva sulla composizione della coalizione che sosterrà il governo Draghi nonché l’imprescindibile necessità di valutare il programma di tale governo... Chi saranno i ministri? Salvini, Boschi e qualche impresentabile di Forza Italia? Quali sono le fasce sociali che verranno supportate maggiormente? I più deboli, i lavoratori o le banche e i detentori di rendite finanziarie? Nessun obiettivo sostanziale del governo Draghi è stato messo per iscritto ne’ è stato anche semplicemente enunciato verbalmente».

Da quella che sembra l'unica opposizione in vista, al momento, Melono sottolinea: «Hanno gestito in modo pessimo la crisi, hanno sprecato le risorse con provvedimenti superficiali e inutili come il bonus monopattino e i banchi a rotelle e ora sono pronti a tornare al governo. Usciremo da questo girone infernale solo grazie a libere elezioni». La presidente di FdI l
o scrive su Facebook. «Non ho alcuna paura di isolamento: se si tratta di essere isolata dal mainstream non è un problema, se invece si parla di isolamento dagli italiani non mi sembra proprio».
11-02-2021


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