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Eitan rapito, il nonno indagato per sequestro aggravato

La procura della Repubblica di Pavia ha iscritto nel registro degli indagati Shmuel Peleg. Lo zio: «Anche la nonna è complice». Il governo d'Israele: «Dovrà essere restituito»

Ora è accusato di sequestro di persona aggravato dalla minore età Shmuel Peleg, il nonno che sabato scorso ha portato con sé in Israele il nipotino Eitan Biran, unico sopravvissuto della sua famiglia nella tragedia del Mottarone. Per questo il reato la procura della Repubblica di Pavia lo ha iscritto nel registro degli indagati. Intanto il governo israeliano dice che il piccolo deve tornare in Italia.

Stando alle accuse, il non avrebbe prelevato il bambino dall'abitazione della zia paterna nell'ambito di una visita concordata per poi spostarsi in Israele grazie a un primo spostamento in auto (a noleggio) e poi con un volo privato da Lugano per Tel Aviv. L'uomo, ex militare israeliano, continua a ripetere che non c'è stato alcun «un rapimento» ma che avrebbe agito per il bene del piccolo. Peleg è assistito dai legali Sara Carsaniga, Paolo Sevesi e Paolo Polizzi.

Un parere legale del governo israeliano emesso da esperti dei ministeri degli Esteri e della Giustizia ha sottolineato che portare Eitan Biran in Israele, contro la volontà del suo tutore legale, costituisce probabilmente un rapimento, secondo quanto riportato da Channel 12 News. Il documento afferma che la mossa messa in atto dal nonno materno di Eitan ha violato la Convenzione dell'Aia sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori, una legge adottata da Israele nel 1991. Il tutore legale di Eitan, Aya Biran-Nirko, la sorella residente in Italia del defunto padre del bambino, ha presentato denuncia alla polizia italiana affermando che il bambino è stato rapito dal nonno materno. I legali che rappresentano Shmuel Peleg dicono che «dopo essere stato estromesso dagli atti e dalle udienze e preoccupato dalle condizioni di salute del nipotino, ha agito d'impulso. Ci impegneremo - scrivono - perché vengano riconosciuti i diritti della famiglia materna, dopodiché confidiamo che Shmuel ritorni ad avere fiducia nelle istituzioni Italiane e ci impegneremo in tal senso».
13-09-2021

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