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Scontri no green pass, scintille tra Meloni e Lamorgese

La ministra al question time: «Castellino non arrestato, era rischio per ordine pubblico». La leader di Fdi: «Scontri volutamente permessi, è strategia della tensione». Salvini vede Draghi

Depositata dal Nucleo informativo dei carabinieri di Roma un'informativa in Procura in cui sono state identificate e denunciate a piede libero 24 persone che avrebbero partecipato attivamente agli scontri di sabato a Roma. Secondo quanto si apprende, l'accusa per tutti è di resistenza e violenza aggravate in concorso e manifestazione non autorizzata. Lamorgese alla Camera: «Castellino non arrestato, era rischio per ordine pubblico».

Sono invece una quindicina (su 24), secondo i carabinieri, i fermati che avrebbe fatto parte del gruppo che ha assaltato la sede Cgil. Questi ultimi sono accusati anche di devastazione, occupazione e danneggiamento. Secondo quanto si apprende, i fermati sono stati riconosciuti attraverso l'analisi delle immagini delle telecamere di videorsorveglianza e i video girati durante i disordini di sabato. Sarebbero già noti per aver partecipato in passato ad altre manifestazioni. Nei giorni scorsi la Procura di Roma ha aperto due fascicoli di indagine in relazione agli scontri di sabato. In settimana sono stati indagati anche i quattro firmatari del comunicato di Forza Nuova, pubblicato domenica, in cui si affermava che «il popolo ha alzato la testa» e che «il livello dello scontro non si fermerà».

Sul tema dell'ordine pubblico e degli scontri a Roma del 9 ottobre è intervenuta il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese nel question time delle 15 in aula alla Camera dei deputati, a una interrogazione del capogruppo Fratelli d'Italia, Francesco Lollobrigida. Lamorgese ha detto che il leader di Forza Nuova di Roma, Giuliano Castellino, si è messo in evidenza «per il deciso protagonismo soprattutto nell'intervento a piazza del Popolo quando ha espresso la volontà di indirizzare il corteo verso la sede della Cgil. La scelta di procedere coattivamente nei suoi confronti non è stata ritenuta percorribile dai responsabili dei servizi di sicurezza, perchè in quel contesto c'era l'evidente rischio di una reazione violenta dei suoi sodali con degenerazione dell'ordine pubblico». Secondo Lamorgese, poi, la questione dello scioglimento di Forza Nuova «è all'attenzione del governo la cui azione collegiale potrà indirizzarsi» anche sulla base di quanto deciderà «la magistratura» e di quali saranno «le indicazioni del Parlamento» che dovrà votare la mozione presentata dal Pd. Lo scioglimento di un movimento politico «è un tema di eccezionale rilevanza giuridica e politica e di estrema complessità e delicatezza», aggiunge la ministra.

La replica più dura in aula è di Giorgia Meloni: «Ministro Lamorgese, nella lista infinta della sue inadempienze figura anche la vergogna della devastazione a Roma sabato scorso. Lei sapeva che c'erano persone interdette alla partecipazione perchè pericolose per l'ordine pubblico? Era stata avvertita dell'annuncio, prima sui social e poi in piazza dal palco, sulla loro intenzione di assaltare la sede della Cgil? Lei conosceva la natura dell'organizzazione Forza Nuova che si dichiara neofascista e a cui queste persone appartengono? In piazza c'erano anche agenti infiltrati? Se lei aveva queste informazioni perchè non ha protetto tanto la Cgil quanto le persone che legittimamente manifestavano contro un provvedimento del suo governo. Una volta tanto, ministro Lamorgese, la verità». «Lamorgese dice che sapeva e non ha fatto nulla. Se fino a ieri pensavano la sua fosse sostanziale incapacità oggi la tesi è più grave: quello che è accaduto è stato volutamente permesso e questo ci riporta agli anni già bui. È stato calcolo, siamo tornati alla strategia della tensione - ha detto a leader di Fratelli d'Italia replicando alla risposta di Lamorgese -. La risposta di Lamorgse non è semplicemente insufficiente ma offensiva delle forze dell'ordine. 7 agenti lasciati a prendere le bastonate davanti alle Cgil sono un fatto indecente ed offensivo di quella gente e di questo Parlamento non fatto di imbecilli».

Intanto c'è stata un'ora di colloquio a Palazzo Chigi tra il premier Mario Draghi e il segretario della Lega Matteo Salvini (il secondo incontro dopo quello della scorsa settimana quando i due hanno deciso di aggiornarsi una volta a settimana). Il colloquio è stata una discussione «dei provvedimenti economici di prossima emanazione, con particolare riferimento alla Legge di Bilancio e al decreto fiscale», come comunica Palazzo Chigi a termine dell'incontro. Ma mentre infatti il ministro Lamorgese rispondeva al question time alla Camera sui pesanti scontri di sabato 9 ottobre a Roma, Salvini ha sottolineato a Draghi «l’esigenza di ritrovare al più presto un clima di unità e concordia nel Paese, a partire dalle forze politiche». Nella conferenza stampa di poche ore prima al Tempio di Adriano il segretario del Carroccio aveva anticipato questa richiesta: «Chiederò a Draghi di guidare un percorso di pacificazione nazionale, serve una pacificazione nazionale». «L'emergenza è il lavoro e non il fascismo», ha poi aggiunto il leader leghista facendo riferimento alle polemiche sullo scioglimento di Forza Nuova.
13-10-2021


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