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Al cinema da oggi Il bambino nascosto di Roberto Andò

Presentato Fuori Concorso all'ultimo Festival del cinema di Venezia, racconta di un maestro di musica che, in un problematico quartiere napoletano, si trova un intruso in casa

Arriva oggi nelle sale Il bambino nascosto, il film di Roberto Andò applaudito all'ultima edizione del Festival del cinema di Venezia, dove è stato presentato Fuori Concorso, adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo del regista, sceneggiato insieme a Franco Marcoaldi. Il film, interpretato da Silvio Orlando (con nel cast anche Lino Musella, Gianfelice Imparato, Francesco Di Leva e Roberto Herlitzka), racconta la storia di un'amicizia nata in un modo - e in un contesto - insolito, capace però di cambiare più d'una vita.

Gabriele Santoro (Orlando) è un uomo schivo che vive in un quartiere popolare di Napoli, titolare della cattedra di pianoforte al Conservatorio San Pietro a Majella. Una mattina, mentre sta radendosi la barba, il postino suona al citofono per avvertirlo che c’è un pacco, lui apre la porta e, prima di accoglierlo, corre a lavarsi la faccia. In quel breve lasso di tempo Ciro (Giuseppe Pirozzi), un bambino difficile di dieci anni che abita con la famiglia nel suo stesso palazzo, si insinua nel suo appartamento e vi si nasconde. Il maestro se ne accorgerà solo a tarda sera. D’istinto, scatta qualcosa in Gabriele che lo convince a nasconderlo lì, in casa sua, ingaggiando una singolare, e tenace, sfida con chi cerca Ciro a ogni costo.


Racconta Andò: «Una storia che si svolge a Napoli, in pochi metri quadrati, quelli dell’appartamento in cui un maestro di pianoforte tiene nascosto un bambino che non conosce. Pochi metri in cui si misurano il senso profondo della vita e la possibilità di amare e di essere amati. Il bambino è figlio di un camorrista e, come accade quando l’infanzia è negata, ignora l’alfabeto dei sentimenti. Il maestro di pianoforte è un uomo silenzioso, colto, solitario. Un uomo di passioni nascoste, segrete. La musica è il suo demone, la sua misura. Toccherà a lui lo svezzamento affettivo di un bambino difficile, un ribelle. Una partita rischiosa in cui, dopo un’iniziale esitazione, si getterà senza remore».
03-11-2021


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