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Mosca: corridoio umanitario per civili dentro Azot

Zelensky pressa Berlino sulle armi: «Ci sostenga». Filorussi: Kherson resterà per sempre russa. Usa: Putin non ha cambiato obiettivi, punta a tutto il Paese. Il Cremlino: le sanzioni sono un boomerang per l'Occidente

«Ancora una volta chiediamo alle autorità ufficiali di Kiev di mostrare prudenza, di dare adeguate istruzioni ai militanti per fermare l'insensata resistenza e lasciare il territorio dello stabilimento di Azot». Così nel pomeriggio il generale russo Mikhail Mizintsev, citato dall'agenzia Tass, a propostio del'impianto chimico Severodonetsk, dove secondo fonti ucraine sono rifugiati oltre 500 civili. Mosca ha annunciato che domani aprirà dalle 8 alle 20 un corridoio per evacuare i civili verso la città di Svatovo, sempre nel Lugansk. «L'effettiva disponibilità della parte ucraina ad avviare un'operazione umanitaria dovrebbe essere indicata alzando bandiere bianche», ha dichiarato Mizintsev.

Intanto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in un'intervista alla Zdf, attacca Berlino: «La Germania è arrivata un po' più tardi di alcuni dei nostri paesi vicini in termini di consegne di armi. Questo è un dato di fatto. Ma all'inizio della guerra non avevamo bisogno della politica, avevamo bisogno di aiuto». Per il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, intervistato dall'agenzia russa Tass a proposito del prossimo Forum economico internazionale di San Pietroburgo, a cui il 17 giugno parteciperà lo stesso presidente Vladimir Putin, la Russia «è un Paese troppo grande perché la guerra con le sanzioni non torni indietro come un boomerang. Tutte queste restrizioni stanno colpendo i prezzi di energia, cibo e così via».

Per il sottosegretario americano alla Difesa, Colin Kahl, gli Usa credono che Putin non abbia modificato i suoi obiettivi» in Ucraina e, quindi, «è probabile che abbia ancora gli occhi su una parte significativa del Paese, se non su tutto il Paese». Il vice capo dell'amministrazione militare-civile imposta dalla Russia della regione occupata di Kherson, Kirill Stremousov, ha detto infine che la città rimarrà per sempre russa. «Siamo già irrevocabilmente nella Federazione russa. Dobbiamo ricordarcelo, ricostruire, emettere passaporti per i cittadini della Federazione russa e pensare che ci sentiremo davvero a casa, che staremo bene».
14-06-2022


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