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Senato, approvata la risoluzione pro Kiev

Draghi: «Unità essenziale. Abbiamo mandato del Parlamento per cercare la pace». Di Maio verso l'addio al M5S, il nuovo gruppo si chiamerà "Insieme per il futuro"

Approvata con 219 favorevoli, 20 contrari e 22 astenuti la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del presidente del Consiglio nell'aula del Senato, in vista del Consiglio europeo del 23 e 24 giugno. Bocciate le risoluzioni presentate da Cal, dalla senatrice Elena Fattori del gruppo Misto, del senatore di Italexit, Gianluigi Paragone e di Fratelli d'Italia (su cui è stato chiesto il voto per parti separate). Su tutte il governo aveva espresso parre contrario.

Ringrazio il Senato per il sostegno ad aiutare l'Ucraina a difendere la libertà e la democrazia», a «continuare con le sanzioni» alla Russia, «a ricercare una pace duratura che rispetti i diritti e la libertà dell'Ucraina», a «continuare, insomma, sulla strada disegnata dal dl 14 del 22». Così il premier Mario Draghi nelle repliche al Senato prima del Consiglio Ue. «Garantire sostegno e solidarietà al popolo e alle istituzioni ucraine, legittimati dall'art. 51 della Carta delle Nazioni Unite - che sancisce il diritto all'autodifesa individuale e collettiva - confermando il ruolo dell'Italia nel quadro dell'azione multilaterale, a partire dall'Unione europea e dall'Alleanza Atlantica, finalizzata al raggiungimento del primario obiettivo del cessate il fuoco e della pace».

Si impegna il governo a «esigere, insieme ai partner europei, dalle autorità russe l'immediata cessazione delle operazioni belliche e il ritiro di tutte le forze militari che illegittimamente occupano il suolo ucraino, con iniziative multilaterali o bilaterali utili a una de-escalation militare che realizzi un cambio di fase nel conflitto, aumentando in parallelo gli sforzi diplomatici intesi a trovare una soluzione pacifica basata sul rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale dell'Ucraina e dei principi del diritto internazionale».

Prima dell'intervento a palazzo Madama, Draghi aveva risposto a quanti gli chiedevano se fosse preoccupato per la tenuta della maggioranza. «Non lo so, vediamo, vediamo...», la replica. E dopo l'ok alla risoluzione di maggioranza è stato più esplicito: «Ringrazio» il Senato «per il sostegno unitario, l'unità è essenziale». Il voto in Aula potrebbe però portare alla nascita di nuovi Gruppi autonomi alla Camera e al Senato con deputati e senatori vicini a Luigi Di Maio, che stanno raccogliendo le firme per uscire dalla compagine parlamentare del M5S. La separazione all'interno del Movimento, secondo quanto si apprende, potrebbe avvenire già dopo la discussione sulle risoluzioni che accompagneranno le comunicazioni del premier Draghi in vista del Consiglio europeo. Pronto anche il "Insieme per il futuro".
21-06-2022

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