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Mosca: «Godunov alla Scala è voce nel deserto»

Putin: «Occidente usa gli ucraini come carne da macello». Erdogan: ci opponiamo a politica irrazionale contro Mosca. E assicura: parlerà con con Putin e Zelensky per la crisi del grano

La prima al Teatro alla Scala di Milano dell'opera Boris Godunov è stata una «voce nel deserto» sullo sfondo della «rimozione della cultura russa» in Occidente. A dirlo in mattinata è del portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dall'agenzia Tass. «Per quanto riguarda questa rimozione - secondo Peskov - c'è ancora qualche sprazzo di ragionevolezza. In particolare la prima del Boris Godunov che si è svolta questa settimana a Milano, dimostra a mio avviso che non c'è assolutamente bisogno di abolire la cultura russa, che è meravigliosa e fa parte del patrimonio dell'umanità», ha detto il portavoce di Vladimir Putin.

In un discorso ai membri della Sco, l'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, il presidente russo stesso torna ad attaccare: «L'Occidente sta usando gli ucraini come carne da macello» ed è «da tempo che sta sfruttando le risorse dell'Ucraina. Vediamo le gravi conseguenze di tali azioni oggi in Ucraina. Per un certo numero di anni, l'Occidente ha spudoratamente sottratto e sfruttato le sue risorse, ha incoraggiato il genocidio e il terrore nel Donbass, ha trasformato questo paese in una sua colonia e ora usa cinicamente il popolo ucraino come carne da macello, come ariete contro la Russia, continuando a fornire all'Ucraina armi e munizioni, inviando mercenari, la sta spingendo su un percorso suicida». Per il leader del Cremlino, inoltre, gli Stati Uniti hanno puntato sull'espansione aggressiva della Nato distruggendo l'architettura di stabilità strategica che si era creata per decenni. «La natura e la portata delle minacce moderne impongono crescenti esigenze alla nostra interazione nei dipartimenti della difesa. È necessario lavorare insieme per formare un sistema di sicurezza e di cooperazione più flessibile e sostenibile che sia adeguato alle sfide attuali e possa essere basato sul diritto internazionale e sul rispetto degli interessi reciproci».

Intanto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, come riporta Anadolu, dichiara: «Mentre difendiamo fermamente l'integrità territoriale dell'Ucraina, ci siamo opposti a politiche irrazionali nei confronti della Russia che gettano benzina sul fuoco». Erdogan ha quindi fatto sapere che domenica parlerà con l'omologo russo Vladimir Putin e con il capo di Stato ucraino Volodymyr Zelensky «con l'obiettivo di risolvere la crisi» che riguarda le esportazioni di grano attraverso il mar Nero.
09-12-2022


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