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Agire
Migranti, Consiglio dei ministri a Cutro

Via libera al nuovo decreto: salgono le pene ai trafficanti. Il sindaco di Crotone lamenta di non essere tra le istituzioni locali presenti al Cdm. Scritte (subito rimosse) contro il ministro dell'Interno Piantedosi

Nel pomeriggio, la premier Giorgia Meloni è arrivata a Cutro insieme a tutto l'esecutivo per il Consiglio dei ministri in programma in Calabria, dopo il naufragio del barcone di migranti del 26 febbraio che ha provocato 72 morti accertate. L'ordine del giorno prevedeva l'esame di un unico decreto sui flussi di migranti. Una bozza prevede che diventi triennale (2023-2025) con quote preferenziali per i Paesi che, «anche in collaborazione con lo Stato italiano, promuovono per i propri cittadini campagne mediatiche sui rischi per l'incolumità» con i traffici migratori irregolari.    

Nel dl, licenziato dal Consiglio dei ministri, il 'grosso' del decreto sui flussi e l'immigrazione irregolare, all'esame oggi nel Cdm straordinario a Cutro, conferma le attese: il giro di vite sui trafficanti di vite umane, con pene che salgono in maniera esponenziale, fino ad arrivare a 30 anni per chi provoca la morte, come nella strage nel piccolo comune calabro. Più in generale, per chi tenta un business trafficando vite umane sui nostri mari le pene salgono a ben 16 anni.

«Siamo determinati a sconfiggere la tratta responsabile di questa tragedia» ha detto la premier Giorgia Meloni al termine della riunione. «Non accetto che si dica che ci siamo girati dall’altra parte». «Solidarietà non è farli entrare tutti per poi lasciarli ai semafori a pulire i vetri. Solidarietà è dare a chi arriva le stesse possibilità», e il governo andrà «a cercare gli scafisti lungo tutto il globo terracqueo».

Per il triennio 2023-2025, le quote massime di stranieri da ammettere nel territorio dello Stato per lavoro subordinato, anche per esigenze di carattere stagionale e per lavoro autonomo, sono definite, in deroga alle disposizioni dell'articolo 3 del decreto-legislativo 25 luglio 1998, n. 286, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Potenziati poi i centri rimpatri con una stretta per quei centri dove i migranti arrivano e trovano condizioni fatiscenti, strutture malfunzionanti. In particolare, all'articolo 9 è previsto il potenziamento dei centri di permanenza per i rimpatri in deroga ad ogni disposizione di legge diversa da quella penale, fatto salvo il rispetto delle disposizioni del codice delle leggi antimafia.

Nelle ore precedenti la riunione, scritte contro il ministro dell'Interno Piantedosi e il governo erano comparse lungo la strada che collega la statale 106 a Cutro, venendo poi subito rimosse. Alla seduta che si terrà nella sala del Consiglio comunale di Cutro sono stati invitati il presidente della giunta regionale, Roberto Occhiuto, il presidente della Provincia, Sergio Ferrari, ed il sindaco di Cutro, Antonio Ceraso. «Il fatto di non essere stato invitato al Consiglio dei Ministri - ha detto invece il sindaco di Crotone, Vincenzo Voce - non mi ha sorpreso» lasciando intendere che la lettera con la quale nei giorni scorsi sollecitava la Meloni a venire in Calabria possa avere provocato il mancato invito.

«Chiediamo solo verità e giustizia. A 15 giorni dalla tragedia ancora non emerge la verità. E ieri volevano trasferire le salme. Vogliamo una vera politica di accoglienza». Così un manifestante durante un presidio in piazza della Scacchiera, a poche centinaia di metri dal Municipio di Cutro, dove oggi si è tenuto il Consiglio dei ministri.  Alla protesta Cobas, Usb, e il gruppo "Fabbrikando l'avvenire",  costituito da ex dipendenti della Pertusola sud di Crotone, l'industria chiusa da anni.
09-03-2023


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