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Corea del Sud pronta a inviare armi all'Ucraina

La replica di Medvedev: «Vedranno la nostra risposta». Nato: «Mosca sta perdendo ma non vuola la pace». Von der Leyen: «100 milioni di euro per aiutare l'importazione del grano»

La Corea del Sud potrebbe inviare altri aiuti all'Ucraina, oltre all'attuale assistenza umanitaria ed economica, stavolta con le armi. È quanto emerge da un'intervista, realizzata da Reuters, del presidente sudcoreano Yoon Suk Yeol in vista della sua visita di Stato negli Usa la prossima settimana. «Se c'è una situazione che la comunità internazionale non può tollerare, come un attacco su larga scala contro i civili, un massacro o una grave violazione delle leggi di guerra, potrebbe essere difficile per noi insistere solo sul sostegno umanitario o finanziario».

La replica da Mosca non tarda: «Ce ne sono di nuovi disposti ad aiutare i nostri nemici. Il presidente sudcoreano Yun Sok-yeol ha affermato che, in linea di principio, Seul è pronta a fornire armi al regime di Kiev. Fino a poco tempo fa, i sudcoreani assicuravano che la possibilità di fornire armi letali a Kiev fosse completamente esclusa. Mi chiedo cosa diranno gli abitanti di questo Paese quando vedranno le ultime armi russe dei nostri partner della Corea del Nord. Quello che si chiama quid pro quo». A dirlo Dmitri Medvedev.

Intanto «le forze russe stanno patendo perdite significative ma Vladimir Putin non si prepara alla pace perché crede di poter durare più a lungo della resistenza Ucraina e della capacità dell'Occidente di sostenere Kiev». Lo spiega il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg nel corso di un punto stampa congiunto con il Presidente della Repubblica Ceca Petr Pavel. La Commissione Europea poi «ha reagito immediatamente» ai problemi causati agli agricoltori bulgari, slovacchi, ungheresi, polacchi e rumeni dalle importazioni di cereali ucraini, «fornendo un rapido pacchetto di sostegno finanziario di 36,3 milioni di euro per gli agricoltori più colpiti, che è già in fase di attuazione. Ci stiamo ora preparando a presentare un secondo pacchetto di sostegno finanziario di 100 milioni di euro e un tasso di cofinanziamento del 200%, per gli agricoltori interessati». A scriverlo è la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, rispondendo in una lettera ai cinque leader che avevano sollevato la questione: il presidente bulgaro Rumen Radev e i primi ministri Viktor Orban (Ungheria), Mateusz Morawiecki (Polonia), Nicolae Ionel Cuca (Romania), Eduard Heger(Slovacchia).
19-04-2023

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