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Cortei pro-Palestina nel giorno della Memoria

Il Viminale ha vietato le manifestazioni per rispetto delle commemorazioni per il ricordo della Shoah, ma in alcune città si sono svolti comunque cortei e sit-in (con molte tensioni)

Il Governo ha invitato le Questure a rinviare le manifestazioni pro-Palestina programmate per oggi, in risposta alla richiesta delle Comunità ebraiche. Nonostante questa disposizione, cortei e sit-in si sono comunque svolti in alcune città del paese. A Milano, Roma e Napoli, le piazze sono state teatro di proteste e confronti con le forze dell'ordine.

A Milano, oltre 1200 persone si sono radunate in piazzale Loreto, angolo via Padova. Gli studenti del gruppo "Cambiare Rotta" hanno condannato l'ipocrisia dell'università e della ministra Bernini, accusandole di parlare genericamente di memoria mentre sostengono attivamente il presunto genocidio palestinese perpetrato da Israele. La tensione è aumentata quando i manifestanti hanno tentato di sfondare il cordone di sicurezza delle forze dell'ordine, causando cariche di alleggerimento e respingimenti. Si segnala anche un manifestante ferito durante gli scontri.

Il gruppo "Cambiare Rotta Milano" ha emesso una nota in cui denuncia l'ipocrisia della classe dirigente italiana, che, secondo loro, approva l'invio di armi in Ucraina, si allea con Israele nel Mar Rosso e limita gli spazi di agibilità politica e democratica. Gli studenti universitari si schierano dalla parte della Resistenza palestinese, condannando il servilismo del paese nei confronti di Israele e del sionismo.

A Roma, nonostante il diniego della Questura, più di 500 attivisti si sono riuniti in Piazza Vittorio Emanuele per esprimere il loro sostegno alla resistenza palestinese. Tra i partecipanti figurano studenti di diversi movimenti, sindacati e il gruppo 'Ancora Italia' di Giuliano Castellino. Anche il noto chef Rubio, Gabriele Rubini, si è unito alla manifestazione in appoggio alla causa palestinese.

La presenza di una citazione di Primo Levi su uno dei cartelloni, utilizzata dai palestinesi, ha generato polemiche con la Comunità ebraica. Nonostante le accuse di antisemitismo, gli attivisti sostengono che il riconoscimento delle ragioni palestinesi si estende in tutto il mondo, citando anche il parere favorevole dell'Aja alle posizioni del Sudafrica.
27-01-2024


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