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Camera, discussione sulla mozione di sfiducia a Santanchè
Salvini: "Non deve dimettersi per rinvio a giudizio, innocente fino a quando non è condannato in tre gradi di giudizio". Il voto spostato in un'altra seduta
Lunedì, discussione generale sulla mozione di sfiducia contro la ministra del Turismo Daniela Santanchè nell'Aula della Camera in un'atmosfera carica di tensione. La ministra ha abbandonato l'emiciclo immediatamente dopo la conclusione dell'ultimo intervento, senza fornire alcuna replica come previsto dal Regolamento. Questo gesto ha scatenato immediate proteste dai banchi del Movimento 5 Stelle, con deputati che hanno ripetutamente gridato "Vergogna!", costringendo il vicepresidente Fabio Rampelli a intervenire per ricordare la possibilità di una replica nella seduta successiva.
La giornata a Montecitorio è stata caratterizzata da una presenza disomogenea: mentre i banchi dell'opposizione mostravano una presenza significativa, quelli della maggioranza apparivano in gran parte vuoti, con l'assenza totale di rappresentanti di Forza Italia, Lega e Noi Moderati. Solo una decina di deputati di Fratelli d'Italia erano presenti, "costretti a partecipare" come ha fatto notare il deputato PD Federico Gianassi. Sul fronte governativo, oltre alla Santanchè, erano presenti il ministro Ciriani, il ministro Musimeci e i sottosegretari Gemmato e Gava.
La mozione di sfiducia, inizialmente presentata dal M5S, ha ricevuto il sostegno anche del PD attraverso la capogruppo Chiara Braga e di Alleanza Verdi e Sinistra con Luana Zanella. Significativamente, nella lista degli interventi figuravano solo rappresentanti di questi gruppi di opposizione, mentre nessun deputato della maggioranza si è iscritto a parlare. Matteo Salvini, interpellato a Milano, ha difeso la posizione della ministra richiamando il principio della presunzione d'innocenza. Il viceministro della Giustizia Sisto ha sottolineato come la decisione di eventuali dimissioni sia affidata alla "sensibilità" della Santanchè, mentre Carlo Calenda ha criticato la strategia dell'opposizione, prevedendo che la sfiducia verrà respinta e finirà per rafforzare il governo. |
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10-02-2025
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