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Garlasco, Alberto Stasi ottiene la semilibertà
Decisione del Tribunale di Milano. Condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni per l'omicidio di Chiara Poggi nel 2007, potrà stare fuori da carcere non solo per lavoro
Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha concesso la semilibertà ad Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto nel 2007. Il 41enne potrà uscire dal carcere di Bollate durante il giorno per partecipare ad attività di reinserimento sociale, non limitandosi più solo al lavoro esterno che già svolgeva. La sera dovrà comunque rientrare in carcere.
Il Tribunale ha preso questa decisione nonostante la richiesta della Procura generale di Milano di rigettare la misura. I magistrati avevano anche proposto, in subordine, di rinviare il procedimento per valutare meglio le circostanze relative a un'intervista rilasciata da Stasi alla trasmissione "Le Iene" durante un permesso premio, senza l'autorizzazione del magistrato di Sorveglianza.
La difesa di Stasi, rappresentata dagli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, ha presentato un documento del direttore del carcere che attestava come non fossero state riscontrate infrazioni alle prescrizioni imposte. Il Tribunale ha inoltre tenuto conto del comportamento tenuto da Stasi durante la detenzione, iniziata nel dicembre 2015, delle relazioni positive degli educatori del carcere e dell'attività lavorativa già svolta all'esterno in regime di articolo 21.
Stasi, che è in carcere da circa dieci anni, sulla carta deve scontare ancora circa 4 anni e pochi mesi di pena. Presto potrebbe anche richiedere un'altra misura alternativa alla detenzione: l'affidamento in prova ai servizi sociali. Se questa richiesta venisse accolta, non dovrebbe più rientrare in carcere e potrebbe scontare il resto della pena svolgendo lavori socialmente utili. Considerando anche la possibilità di liberazione anticipata, potrebbe terminare di scontare la sua pena nel 2028. |
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11-04-2025
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