Idf: Gaza City zona di combattimento pericolosa
Netanyahu: “Non ci fermeremo finché non avremo riportato a casa tutti gli ostaggi”. Ministro degli Esteri turco Fidan: la nuova offensiva israeliana su Gaza è “un ulteriore passo verso il genocidio”
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno dichiarato Gaza City una "zona di combattimento pericolosa", sospendendo le pause tattiche giornaliere precedentemente implementate per consentire la distribuzione di aiuti umanitari. La decisione, annunciata tramite un comunicato ufficiale, è stata presa in seguito a una valutazione della situazione e su direttive del livello politico.
Le pause tattiche, che si applicavano a Gaza City, Deir al-Balah e Muwasi, permettevano l’ingresso di cibo e aiuti tra le 10:00 e le 20:00, ma non saranno più valide per Gaza City a partire dalle 10:00 del 29 agosto (07:00 GMT). L’IDF ha dichiarato che continuerà a sostenere gli sforzi umanitari nella Striscia di Gaza, pur conducendo operazioni per proteggere Israele da "organizzazioni terroristiche".
Secondo diverse fonti, questa mossa prelude a un’offensiva militare su larga scala per prendere il controllo di Gaza City, considerata dall’IDF l’ultima roccaforte di Hamas, con una rete di tunnel ancora utilizzata dai militanti. La città, che ospita circa un milione di palestinesi, molti dei quali sfollati, è stata sottoposta a intensi bombardamenti e operazioni di terra nelle ultime settimane, con carri armati e veicoli blindati dispiegati nei sobborghi. L’IDF ha precedentemente avvertito i residenti di evacuare verso sud, indicando aree specifiche come zone sicure, anche se alcune di queste sono state successivamente designate come zone di combattimento, creando confusione e difficoltà per i civili.
L’UNRWA (Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati Palestinesi) ha espresso grave preoccupazione, avvertendo che un’intensificazione delle operazioni militari a Gaza City potrebbe mettere a rischio un milione di persone, costringendole a ulteriori sfollamenti in un’area già colpita da una carestia dichiarata dall’Integrated Food Security Phase Classification (IPC). |