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Pro-Pal, il Garante: “Illegittimo lo sciopero di domani. Manca il preavviso”

Doveva riguardare tutti i settori pubblici e privati e durare l'intera giornata di venerdì. Il segretario Cgil Landini: "Calpestato il diritto internazionale"

In un'Italia percorsa da un'onda di indignazione per l'abbordaggio israeliano alla Global Sumud Flotilla, diretta verso Gaza con aiuti umanitari e cittadini italiani a bordo, le piazze si sono riempite di voci pro-Palestina in un coro di protesta che ha attraversato il Paese da nord a sud. A Milano, epicentro di una mobilitazione che ha contato migliaia di partecipanti, gli studenti hanno occupato ieri l'Università Statale, bloccando aule e corridoi per ore in un gesto simbolico di resistenza, mentre il giorno prima, a Torino, l'università era già stata teatro di un'occupazione simile da parte di collettivi studenteschi che gridavano slogan contro l'assedio e per la liberazione della Palestina. 

Le proteste non si sono limitate alle sedi accademiche: cortei spontanei hanno invaso le strade di Roma, dove un gruppo compatto si è radunato in piazza dei Cinquecento vicino alla stazione Termini urlando "Bloccheremo tutto" e "Palestina libera", bloccando il traffico e i binari ferroviari per sottolineare l'urgenza di rompere ogni legame economico e militare con Israele. A Napoli, i manifestanti hanno invaso la stazione Centrale e i varchi portuali, esponendo striscioni che invocano la fine delle forniture di armi e l'interruzione degli accordi commerciali, mentre a Genova presidi operai hanno paralizzato per brevi periodi l'attività nei porti, e a Bologna e Firenze sit-in pacifici hanno riunito centinaia di persone sotto bandiere palestinesi e sindacali. In tutta la penisola, da Cagliari con il suo raduno in piazza Costituzione a Trieste e Sicilia con cortei che hanno interrotto il traffico locale, l'aria è satura di cori come "Free Palestine" e appelli al governo Meloni perché intervenga per difendere i diritti costituzionali dei propri cittadini, sanzioni Netanyahu e riconosca formalmente lo Stato palestinese. 

Questa marea di dissenso ha trovato eco anche nei sindacati: l'Usb ha proclamato per domani, venerdì 3 ottobre, uno sciopero generale di 24 ore che coinvolgerà trasporti, fabbriche, scuole e servizi pubblici, seguito a ruota dalla Cgil che ha definito l'abbordaggio un "colpo inferto all'ordine costituzionale" e un ostacolo a ogni azione di solidarietà verso una popolazione sottoposta a un'operazione di sterminio. "È tempo di bloccare tutto, di metterci in mezzo alla strada, di difendere la libertà e la dignità dei popoli", si legge nei comunicati, che insistono sulla necessità di chiudere i porti alle navi israeliane e fermare l'economia di guerra. Ma la risposta del governo non si è fatta attendere, e il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha reagito con durezza, accusando i sindacati di essere "irresponsabili" e di "aizzare le piazze danneggiando milioni di italiani", bollando la Flotilla come una provocazione irrispettosa in un momento delicato per la diplomazia internazionale. 

Nel pomeriggio però, la Commissione di Garanzia sugli Scioperi, che si è riunita d'urgenza per valutare la legittimità della protesta, ha dichiarato lo sciopero "illegittimo" per violazione dell'obbligo di preavviso minimo di dieci giorni previsto dalla legge 146 del 1990, norma che regola le astensioni collettive nei servizi pubblici essenziali e che ammette deroghe solo in casi estremi come la difesa dell'ordine costituzionale o gravi minacce alla sicurezza dei lavoratori, richiami che i sindacati hanno invocato ma che l'autorità ha ritenuto "inconferenti" rispetto alla situazione. La decisione espone Cgil e Usb a possibili sanzioni economiche fino a centomila euro, come già accaduto in un precedente di marzo per uno sciopero del novembre 2024 che non rispettava gli intervalli minimi tra agitazioni, quando Cgil e Uil furono multate con diecimila euro ciascuna. 

Da Copenaghen, la premier Giorgia Meloni ha criticato la scelta del venerdì come data per un "weekend lungo" che poco c'entra con la questione palestinese e più con dinamiche interne italiane, parole che hanno provocato la replica infuocata di Landini, che ha accusato il governo di offendere i lavoratori e minacciare un diritto costituzionale, promettendo che la protesta andrà avanti nonostante tutto. 
02-10-2025


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