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Flotilla, cortei e proteste in tutta Italia

Più di un milione di persone hanno aderito. Si fermano trasporti, scuola e sanità. Stazioni bloccate a Bologna, Firenze, Torino, Catania e Cagliari. A Milano sassi e lacrimogeni. Caos traffico a Roma

L'Italia è scesa in piazza in massa per sostenere la Global Sumud Flotilla, intercettata dalla marina israeliana mentre tentava di portare aiuti umanitari a Gaza, con proteste che hanno coinvolto decine di migliaia di persone in numerose città da nord a sud. Più di un milione di partecipanti hanno aderito alle mobilitazioni organizzate da sindacati come CGIL e USB, collettivi studenteschi e movimenti pro-Palestina, culminate nello sciopero generale del 3 ottobre che ha paralizzato trasporti, scuole e sanità in tutto il Paese. I manifestanti, urlando slogan come "Blocchiamo tutto" e "Palestina libera", hanno bloccato snodi cruciali della rete ferroviaria e stradale, creando caos generalizzato e disagi per pendolari e servizi essenziali, con treni cancellati, ritardi e linee interrotte in molte regioni. 

A Bologna, Firenze, Torino, Catania e Cagliari le stazioni sono state occupate da gruppi di attivisti che hanno invaso i binari, impedendo la circolazione per ore e costringendo le autorità a interventi decisi per ripristinare l'ordine.  A Milano la tensione è esplosa con scontri violenti: manifestanti hanno lanciato sassi e bottiglie contro le forze dell'ordine sulla tangenziale e vicino alla stazione Cadorna, ricevendo in risposta lacrimogeni che hanno disperso la folla e creato scene di caos urbano.  A Roma il traffico è andato in tilt per i cortei che hanno invaso le vie centrali dal Colosseo a Piramide, con migliaia di persone che hanno bloccato piazze e accessi a stazioni come Termini, mentre in altre città come Napoli, Genova e Livorno i presidi hanno colpito porti e università, con occupazioni e blocchi che hanno esteso l'impatto delle proteste a livello nazionale. 

Le autorità hanno schierato forze di polizia in assetto antisommossa, con episodi di manganellate e gas lacrimogeni anche a Bologna e Trieste, dove manifestanti hanno tentato di sfondare cordoni per raggiungere infrastrutture chiave, denunciando il governo per la presunta complicità nel "genocidio" a Gaza e chiedendo la rottura dei rapporti con Israele. Lo sciopero, pur contestato dal garante come illegittimo per mancanza di preavviso, ha visto una vasta adesione senza rischi di sanzioni per i lavoratori, con leader sindacali come Maurizio Landini che hanno difeso l'iniziativa come espressione di solidarietà internazionale e opposizione alla guerra. 
03-10-2025

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