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L’Antitrust indaga sulla grande distribuzione
In Italia i prezzi del cibo sono balzati del 25% in quattro anni. L’indagine si concentra sulla fase di scambio tra distributori finali e fornitori, considerata cruciale per la remunerazione dei produttori e per la formazione dei prezzi al consumo
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato un’indagine conoscitiva sul ruolo della grande distribuzione organizzata nella filiera agroalimentare. La decisione si basa sui dati Istat che indicano, tra ottobre 2021 e ottobre 2025, un aumento dei prezzi dei beni alimentari del 24,9%. Nello stesso periodo l’indice generale dei prezzi al consumo è cresciuto del 17,3%, evidenziando una differenza di quasi otto punti percentuali.
L’indagine si concentra sulla fase di scambio tra distributori finali e fornitori, considerata cruciale per la remunerazione dei produttori e per la formazione dei prezzi al consumo. L’Antitrust intende esaminare le modalità con cui le catene della Gdo esercitano il potere d’acquisto, incluse le forme di aggregazione come cooperative, centrali e supercentrali.
Tra gli aspetti approfonditi figurano le richieste di corrispettivi per servizi di vendita – quali inserimento in assortimento, posizionamento a scaffale, promozioni e lanci di nuovi prodotti – e il peso crescente dei prodotti a marchio del distributore (private label). Questi ultimi, secondo i dati riportati, hanno visto un’espansione significativa negli ultimi anni, influenzando le dinamiche competitive tra operatori della distribuzione e incidendo sui prezzi finali.
L’Autorità ha aperto una consultazione pubblica: i contributi possono essere inviati entro il 31 gennaio 2026. L’indagine si concluderà entro il 31 dicembre 2026. |
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14-01-2026
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