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Tajani: "In Groenlandia solo con la Nato"
Dal ministro degli Esteri italiano un secco "no a presenze militari unilaterali". L’approccio privilegia il rafforzamento della cooperazione euro-atlantica
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiarito la posizione italiana sulla questione della Groenlandia, in un contesto di crescente attenzione strategica per la regione artica. Intervenendo su eventuali presenze militari, ha escluso iniziative unilaterali da parte di singoli Paesi, compresa l’Italia.
Secondo Tajani, qualsiasi contributo in termini di sicurezza deve avvenire esclusivamente nel quadro della NATO. Ha precisato che presenze limitate e non coordinate, come l’invio di piccoli contingenti di 10 o 20 militari, non rappresentano una risposta efficace alle esigenze di difesa dell’Alleanza e non contribuiscono in modo significativo alla stabilità regionale.
La linea italiana, delineata anche nella recente strategia per l’Artico presentata dal governo, non prevede l’invio di forze armate proprie sull’isola. L’approccio privilegia il rafforzamento della cooperazione euro-atlantica, il rispetto della sovranità danese e del diritto all’autodeterminazione del popolo groenlandese, puntando su deterrenza condivisa e dialogo multilaterale piuttosto che su azioni isolate.
Tajani ha inoltre osservato che al momento non appare all’orizzonte un intervento militare diretto degli Stati Uniti in Groenlandia, pur riconoscendo l’importanza crescente della regione per la sicurezza dell’Occidente di fronte alle attività di Russia e Cina nell’Artico. L’Italia intende contribuire come membro NATO e UE, promuovendo stabilità attraverso strumenti collettivi e non attraverso gesti simbolici o frammentati. |
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17-01-2026
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